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Progettiamo un'area tinkering scolastica


#1

Domani 17 Novembre ore 17.45 ore italiana il Makerspace di Fabriano ha organizzato un workshop virtuale per raccogliere delle idee sulla creazione di un’area tinkering scolastica
Qui il link
https://unhangout.media.mit.edu/event/tinkering/

@Eli @Paola_Caneppele @Caterina_Staffieri @cate_mos


#2

Se vi capita di passare da Trento e visitare il Muse, vi metto un link con incontri domenicali (non serve prenotazione)
https://www.muse.it/it/Esplora/Eventi-Attivita/Archivio/Pagine/Thinkering-LABO0928-8168.aspx

Per fare attività di tinkering con materiali semplici, metto qui il link al libro che ho scoperto oggi grazie a un laboratorio tenuto dall’autrice, Stefania Bassi:
http://www.noapp.it/


#4

Ringrazio tutti i partecipanti in particolare @tarmelop, @Paola_Caneppele @Sara_Ro @Angela_Biocco @Azzeccagarbugli @Plama @cate_mos

Non abbiamo fatto il workshop, ma abbiamo approfittato della presenza di @tarmelop che ci ha raccontato la sua esperienza con l’Exploratorium di San Francisco https://www.exploratorium.edu/tinkering/about/ e lo spirito con cui vengono svolte le attività proposte. Carmelo ha svolto la sua tesi proprio sul tinkering, in particolare Computational tinkering. Qui la sua tesi

Alcune considerazioni

Gli oggetti del tinkering

Nel Tinkering Studio dell’Exploratorium vengono esposti alcuni degli oggetti creati dai visitatori, in modo da ispirare altri visitatori.

Ci siamo chiesti proprio come poter gestire tutti questi oggetti a scuola, quali tenere, come e dove. Nel tinkering un principio base è che nulla è finito, ma è in continua evoluzione. Quindi questi oggetti potrebbero essere ripresi e rielaborati.
I bambini, e non solo loro, però quando creano degli oggetti hanno un legame stretto con loro, un rapporto affettivo molto forte.

Il layout

Nel tinkering studio i ci sono dei grandi tavoli e molto spazio, con carrelli contenenti gli strumenti e gli oggetti.
Nel video iniziale che ho inserito durante l’hangout viene presentata il Layout di uno spazio tinkering in una scuola indiana.

Atal tinkering lab: Design &Layout https://youtu.be/TYKCIPFxGzI

Nel laboratorio in questa scuola si fa attenzione alla ventilazione e all’illuminazione, utilizzando grandi finestre e porte. Gli elementi chiave sono subito messi a disposizione (quali potrebbero essere questi elementi?) e in sicurezza. Le stanze sono customizzabili e flessibili, i mobili sono modulari e componibili per favorire la collaborazione e la condivisione. Sono messe a disposizione delle luci focalizzanti semplici da usare ( easy to use focus lights ) per provvedere ad una corretta illuminazione e per evitare affaticamento della vista degli studenti.

Nel laboratorio vengono usati tutti elementi trasparenti per l’immagazinamento degli oggetti in modo da poter essere facilmente individuabili e sono correttamente etichettati.

La messa in sicurezza di questa area è molto accurata. Gli studenti e gli utenti sono ben informati e formati sulle misure di sicurezza. la documentazione relativa all’uso dei vari strumenti e macchine e visibile e facilmente consultabile. Prendere rischi a volte può essere letterale…per esempio se uso un martello per piantare un chiodo potrei acciaccarmi un dito se non sono accorta.
Il laboratorio è provvisto di molti oggetti (non proprio poverissimi) come sensori, microcontrollori, fili, motori,interrruttori ecc

[Una piccola nota : i fumi nella saldatura a stagno sono tossici, e quindi, è bene provvedere con una ventilazione adeguata
http://www.okinternational.it/zpdfs/artec/Fumex_article_04.pdf ]

Mentor e facilitatori
In un’attività di tinkering di quanti mentor e facilitatori si ha bisogno? Quanto è necessario riuscire a fare rete e collaborare con i propri colleghi? Come si potrebbe coinvolgere studenti più grandi?
Nei bambini è naturale lavorare nelle modalità di tinkering. @cate_mos faceva l’esempio di come riescano ad essere creativi durante la ricreazione senza necessità di supporto. Dipende dal tipo di attività proposte, quindi è importante considerare i diversi vincoli per una buona progettazione delle attività.

Le domande che sono state proposte all’inizio dell’incontro somo state le seguenti:

Quali sono le motivazioni che ti spingono a voler creare questo spazio?
Cosa ti piacerebbe fare in questo spazio?
Chi dovrebbe fruire di questo spazio?
Quanto spazio hai a disposizione?
Quali sono i prinicipi del tuo Tinkering space, confrontandosi con i principi proposti dall’exploratorium ?
Quali strumenti e macchine vorresti usare?

Mi piacerebbe discutere l’ultima domanda riflettendo sul significato di ogni strumento e oggetto. Sul perché è importante che i bambini continuino a lavorare in modalità tinkering come quando erano nella scuola dell’infanzia. Per sperimentare che cos’è il tinkering non c’è sicuramente bisogno di grandi cose, però se si vuole farli sperimentare con qualcosa in particolare, per esempio creare circuiti utilizzando materiale da recupero, occorre provvedere ad un minimo di attrezzatura ( per fare un esempio un dissaldatore).

VIDEO SUL TINKERING
Ho creato una playing list sul tinkering su youtube , vorrei aggiungere anche questi video su Vimeo

Watch the Tinkering Studio in action ( e tutti i video del Tinkering studio)

Introduzione al Tinkering - Museo della Scienza e della tecnica Milano

Edith Ackermann’s Pedagogical Perspective on Tinkering & Making

PLAYLIST SU YOUTUBE


#5

Proviamo a fare una bibliografia e un elenco di risorse disponibili a riguardo?


#6

Certo, molto volentieri!

Per scuola primaria, ma anche per la secondaria primo grado, qui ci sono ottimi suggerimenti:

Altri testi che potrebbero essere utili
AC_SY400
AC_SY400
AC_SY400
AC_SY400
SX379_BO1%2C204%2C203%2C200
le-macchine-di-munari3
SX408_BO1%2C204%2C203%2C200
AC_SY400


_BG0%2C0%2C0%2C0_FMpng_AC_UL320_SR244%2C320
SR150%2C300


#7

Segnalo, per chi può, il seguente evento:

Ci sarà uno spazio appositamente dedicato al Tinkering.


#8

Munari è sempre sul pezzo…fantastici quei libri!

In merito allo spazio, che è un tema che mi preme molto, inserisco il link a uno dei tanti resoconti dell’ Indire che sono prolissi ma danno molti spunti su cui riflettere anche se solo sfogliato.
Si parla in generale di atelier e laboratori ma credo che un’ area tinkering possa considerarsi simile.

http://www.indire.it/2018/04/13/pubblicate-le-nuove-linee-guida-per-il-ripensamento-e-ladattamento-degli-ambienti-di-apprendimento-a-scuola/


#9

Rilancio con un’altra domanda, la domanda di Beatrice sugli strumenti che riteniamo necessari in un’aula tinkering:

  • fra gli strumenti, è utile avere anche dei pc o tablet da consultare al bisogno? O può essere dispersivo?

#10

Grazie, materiale prezioso, ciao Paolo


#11

Dipende dalle attività che vuoi proporre .
Nelle slide che vi ho fatto vedere la volta scorsa e nella tesi di Carmelo ci sono molti esempi di tinkering che utlizza le tecnologie digitali.


#12

La progettazione degli spazi scolastici è molto delicata, ha un’influenza sull’apprendimento e sul comportamento delle persone.
A me particolarmente mi interessa questo aspetto (e immagino te come architetto) , avevo cominciato a lavorarci in un MOOC qualche anno fa.


#13

Provo ad iniziare, di getto, un elenco di strumenti,arredi e macchine.

Credo che si possa cominciare molto semplicemente col raccogliere in modo ordinato materiali di recupero , come dicevamo sabato.
E quindi credo che degli arredi di archiviazione/esposizione con etichette tematiche siano alla base, tanto quanto tavoli e sedie. Mi piace l’ idea di barattoli trasparenti con etichette che c’è nel video.
Poi delle superfici grandi su cui scrivere, anche una parete intera va bene, dipinta con vernice scrivibile magari.
Parete con strumenti manuali appesi tipo quella da falegname con martelli, cacciavite, seghetti, trapano(questi ultimi forse dovrebbero essere protetti in qualche modo) e cassettini con viti,chiodi,puntine ecc…di vario tipo (anche queste potrebbero essere di recupero)
Pc o tablet da prendere all’occorrenza.
Robot didattici. Quali i migliori? Noi stiamo valutando ozobot e mbot, la scuola ha LegoMindstorm ( preso proprio grazie a Beatrice, credo :slight_smile:
Sarebbe bello avere una piccola biblioteca e dei poster/manifesti/murales.

Infine i materiali elettrici. Anche qui prima farei una raccolta ordinata e ragionata di materiali di recupero per prendere motorini, ventole, cavi elettrici, morsetti, ecc… Poi ? Quali potrebbero essere i materiali base da dover comprare? Led? Pannolini fotovoltaici? E…?

Ci sono kit didattici non troppo costosi e non troppo strutturati?


#14

Si, anche a me interessa molto.

Ma credo che questi spazi vadano costruiti insieme alle persone che dovranno abitarli perché sono di una complessità tale che possono funzionare solo se se ne conosce il funzionamento e si condividono le regole.


#15

Pannolini fotovoltaici non è male… è un esempio di tinkering linguistico fra me e il tablet! :slight_smile:
Intendevo pannellini ovviamente…


#16

Ahahhsh

Pannolini fotovoltaici!!!


#17

Sei un Vulcano :volcano:
Avevo previsto di inserirlo nel padlet. Domani che sono in viaggio provo a inserire qualcosa. Pensavo di mettere una foto e il commento sotto per ogni oggetto individuato


#18

Venerdì scorso ero a una presentazione di “strumenti” per svincolarsi dai tradizionali laboratori (si parlava di robotica educativa). Potrebbero servire anche per il tinkering? Forse sì.

Kubo (per infanzia e primaria, dai 4 ai 10 anni)
https://kubo.education/

ROBO live (5+) e ROBO code (6+)

ROBO wunderkind compatibile con Lego per la programmazione

Edison (4-16 anni) compatibile con EdScratch

WeeeBot e WeeeBot Mini

Per i più esperti nel coding:
-Abilix

-Dobot Magician (braccio robotico)

-Stampante 3D ROBO C2, compatta, facile (dicono) da usare e da mantenere, veloce e precisa

Segnalo inoltre (per sviluppare manualità ma anche le soft skills)
www.we-lab.it/it (microscopio e Fotometro, versatile, può essere usato per laboratori interdisciplinari es. scienze arte tecnologia geografia ) costo 500 euro + iva, sul sito trovate progetti didattici scaricabili gratuitamente e una community per la condivisione
Età : dalla primaria all’università


#19

Io metterei anche dei rotoli di carta alle pareti, o montati su un tavolo


#20

@Sara_Ro @Paola_Caneppele come vi dicevo se volete possiamo lavorare su questo padlet. Bisogna scorrere i vari oggetti delle colonne, che rappresentano le categorie.


#21

Per valorizzare il tinkering in modo che i ragazzi sperimentino questo modo di lavorare anche a casa userei per quanto possibile materiali poveri.
@Sara_Ro quei due robottini NXT ce li regalarono due aziende ( e due erano di casa) per fare i laboratori alla Marco Polo e abbiamo anche un po’ tinkerato con gli NXT e gli strumentini . C’erano anche i figli di Angela e Sabrina.