LCL

Presentiamoci!


#121

Ciao a tutti
Sono Gregorio insegno Arte e immagine in una scuola secondaria di primo grado. La mia passione è lavorare con i ragazzi e sviluppare con loro diversi progetti.
Attraverso la diffusione del linguaggio visivo e i laboratori cerco di promuovere e sviluppare nei ragazzi il pensiero creativo. Diverse sono le esperienze e le proposte progettuali nell’ambito del design. All’interno della mia scuola sono diverse le attività teatrale e laboratori di scenografia che ho attivato per i ragazzi ed i risultati sono stati sorprendenti. La scelta di partecipare a questo corso è stata dettata dalla voglia di scoprire nuove forme di trasmissione del saper fare accompagnato dal piacere di poter condividere insieme le modalità che facilitano l’apprendimento e sviluppano il pensiero creativo.


#122

Ciao, sono Roberta S.
Insegno alla scuola primaria. Lo scorso anno per la prima volta ho conosciuto Scratch. Vorrei approfondire e imparare.


#123

Ciao sono Andrea ,sono appassionato d’informatica,ho conosciuto LCL grazie a una segnalazione ,spero che questa esperienza mi aiuti a migliorare nel affascinante mondo coding


#124

Buonasera, sono un’insegnante di scuola primaria della Toscana che con molta curiosità si appresta ad entrare in questa Community. Che l’avventura abbia inizio!
Simona


#126

Ciao a tutti!
Sono Giuliana e insegno in una scuola primaria di Sassari. Mi appassionano da sempre le nuove tecnologie e ora sto sperimentando con la mia classe il coding, prima su Code.org poi con Scratch.


#127

Ciao,
Sono Flavio Zanuttini, sono venuto a conoscenza del LCL da mia moglie Silvia, lavoriamo con bambini da qualche anno e LCL è perfettamente in linea con la nostra idea educativa


#128

Salve, mi chiamo Clara e sono insegnante di scuola primaria. Sono qui con curiosità e voglia di imparare.


#129

Ci sono anche io! Sono Elisabetta Nanni, docente in utilizzo presso Iprase Trentino. Perchè sono qui? Perchè le notizie in Facebook corrono :slight_smile:
Sono molto curiosa e ho voglia di condividere ed imparare nsieme a tutti voi.


#130

Ciao Carmelo e ciao a tutti!
Sono Anna insegno alla scuola primaria e sono qui per imparare, sperimentare e confrontarmi con i colleghi, come me interessati e curiosi di digitale e non solo.


#131

quasi contemporanee :wink: ciao Betta!


#132

Ciao! Ho letto tutte le vostre presentazioni, c’è un gruppo di lavoro bellissimo qui :star_struck:
Io sono Debora Mapelli, mi definisco una geek bibliotecaria, mi piace moltissimo la tecnologia, quella che ci migliora la vita e ci fa divertire, ma anche quella per cui ogni tanto sbattiamo la testa contro il muro (si fa per dire…) perché magari ci impegna più di quanto avremmo voluto ma tanto poi sappiamo che finché non ne veniamo a capo non molleremo.
Da 3 anni sono Champion di CoderdojoBrianza, un club nato all’interno delle biblioteche per portare in biblioteca la possibilità per ragazzi e genitori di approcciarsi a qualcosa di veramente creativo e di poterlo fare in un luogo piacevole accogliente come solo le biblioteche più moderne sanno fare. Nel frattempo questa mia passione ha incuriosito altri colleghi e sono stata un po’ in giro per l’Italia a raccontare cosa significa fare coding in biblioteca e questo mi ha permesso di conoscere persone straordinarie come @MarcoArdesi e @Maria_Beatrice_Rapac (anche se ci conosciamo solo virtualmente!). Da circa due anni faccio parte anche di un gruppo di lavoro nazionale che promuove gioco e videogioco in biblioteca come strumenti di socializzazione a apprendimento. Sono certa che dopo questo percorso mi verranno mille altre idee da condividere con la mia comunità locale :robot:


#133

Ciao, mi chiamo Andrea.
Come lavoro faccio il programmatore.
Mi sono interessato a LCL perché da quattro anni sono mentor in due CoderDojo, quello di Malpensa e quello di Milano Sud-Ovest, e spero che questo corso mi possa offrire nuovi strumenti da utilizzare durante gli incontri dei Dojo. E poi è sempre interessante imparare qualcosa di nuovo.


pinned #134

#135

Ciao, sono Aldo, insegno matematica e fisica in un liceo di Crotone, e anche se non sembra un corso adatto ad insegnanti di liceo sono curioso e voglio imparare scratch e nuove metodologie didattiche. Spero di avere nuove idee seguendo il corso.


#136

Ciao, intanto grazie per il tuo lavoro. So per esperienza quanto sia complesso questo compito e sono disponibile a parlarne/collaborare.


#137

Ciao, anch’io insegno matematica alle superiori! Il corso è adatto a qualsiasi grado scolastico e contesto. Esiste anche una comunità attiva di educatori maker. Poi possiamo approfondire come.


#138

Sii! C’è anche @DeboraMapelli bibliotecaria


#139

Grazie mille Augusto. Ne approfitto allora subito!

Una cosa che mi sarebbe sempre interessato discutere infatti, ma per la quale non ho mai trovato qualcuno davvero interessato a discuterne, è il tipo di linguaggio che ho creato. A partire infatti dalla primissima traduzione del 2007 (di cui non ricordo ora chi fosse l’autore, mi dispiace per questa mancanza di riconoscimento) ho cercato di rendere il linguaggio di Scratch più “omogeneo”, in modo che operazioni concettualmente simili fossero espresse in modo simile. Ad esempio cambiando il valore di una variabile o di un’altra caratteristica già definita di Scratch -come le dimensioni o il volume di uno sprite- usando espressioni come “PORTA”. Non so se questo tentativo abbia portato però ad avere blocchi i cui nomi a qualcun’altro sembrino forzature, o poco naturali.

Un’altra direzione in cui ho lavorato è stata quella di rendere i nomi dei blocchi il più autoesplicativi possibile, quasi espressioni complete in lingua italiana, in modo che chi inizia ad usarlo per la prima volta non sia bloccato dal non capire cosa faccia un certo blocco, che è poi il principale ostacolo che rende la programmazione qualcosa che molti, che si ritengono non portati, abbandonano o non iniziano per nulla. Questo rende i blocchi dello Scratch italiano sensibilmente più lunghi di quelli delle altre lingue, tanto che alcuni “escono fuori” dallo spazio disponibile nell’elenco dei blocchi. E questo può risultare poco chiaro soprattutto per chi non conosce ancora il linguaggio e lo sta imparando. In questo momento, dopo 10 anni di uso con i miei studenti, ho diverse idee per cambiare il nome di alcuni blocchi, magari leggermente, ma sono frenato dall’idea che chi sta già usando Scratch (oggi probabilmente molti più utenti che nel 2008) potrebbe essere spiazzato dal cambio di nome dei blocchi. O dovrei invece pensare piuttosto ai molti che inizieranno ad usarlo da oggi, e che quindi potrebbero trovarsi un linguaggio più semplice da capire? Questo mio tentativo ha modificato probabilmente anche il concetto che stava dietro ai nomi di alcuni blocchi, come ad esempio quando ho cambiato il blocco inglese “SET X TO 0” in “VAI DOVE X è 0”, rendendolo quindi più simile al blocco “VAI A” che non ai blocchi “PORTA”. Questo ha reso Scratch meno simile ai classici linguaggi di programmazione. Ma il fatto che Scratch sia stato pensato per superare le difficoltà che stanno dietro ai classici linguaggi di programmazione mi ha confortato che stessi facendo la cosa giusta.

Il penultimo punto con cui mi vorrei confrontare è la terminologia di alcuni elementi dell’interfaccia. Ad esempio ho deciso di mantenere i nomi “sprite” e “stage”, già presenti nella versione del 2007, in quanto chiamarli “attori” e “palcoscenico” rendeva a mio avviso poco “rivendibile” il linguaggio per un uso non limitato solo ai bambini più piccoli (io lo uso con studenti universitari di corsi di laurea non tecnici). Ho deciso inoltre di chiamare “monitor” nella documentazione di Scratch sia i valori che vengono mostrati sullo Stage (valori delle variabili e delle altre caratteristiche degli sprite come posizione, direzione, ecc) che i corrispondenti blocchi che in Scratch si chiamano invece “reporter”. Ma non ho ancora trovato una traduzione per me naturale e comprensibile immediatamente del termine “reporter” (che in inglese rende in effetti l’idea di “restituire” un risultato) e ho sperato che il termine “monitor”, che indica qualcosa che “si vede” quando i reporter vengono cliccati, potesse essere esplicativo. Tutto questo nel tentativo di mantenere o di rendere Scratch un ambiente che possa essere usato anche da chi non sappia nulla di programmazione e non abbia voglia di leggere lunghe spiegazioni su come funziona.

Ultimo dubbio è il nome del blocco “RIPETI FINO A QUANDO”. A mio avviso non rende immediatamente chiaro (a causa dell’ambiguità nella lingua italiana parlata tra “FINO A CHE/FINO A CHE NON” rispetto ad “UNTIL” inglese) se il blocco permetta ai blocchi interni di essere ripetuti quando la condizione viene verificata o NON viene verificata. Un nome sicuramente più preciso tra i tanti che ho provato a formulare potrebbe essere “RIPETI E SMETTI QUANDO”, ma non ho mai avuto la sicurezza di aver trovato nomi effettivamente migliori o autoesplicativi.

Sicuramente c’è molto altro che riguarda la traduzione, ma per ora non voglio scoraggiare la tua gentilissima offerta di discussione sommergendoti/sommergendovi con più di quello che tu abbia voglia di leggere o di discutere.

Grazie mille in ogni caso!


Traduzione italiana di Scratch 1.4, 2.0 e Jr
#140

Ciao a tutti. Mi chiamo Sara e sono docente nella scuola secondaria di primo grado. Sono una persona curiosa e aperta alle novità, mi sono quindi iscritta perchè cerco sempre di trovare qualcosa di nuovo e di stimolante per i miei studenti. Ho scoperto LCL su segnalazione dell’Animatore digitale della mia scuola che ci ha proposto questa possibilità e io l’ho colta al volo! Spero che questa esperienza mi arricchisca come persona e come docente.


#141

Ciao, sono Eva Pigliapoco. Insegno nella scuola primaria, a Modena. MI occupo anche di formazione degli insegnanti e scrivo libri per la scuola. Sono venuta a conoscenza di questa comunità tramite social (fb e tw). Spero di poter imparare e contribuire almeno un po’. Ciao!