LCL

La mia Scuola immaginaria sarebbe:


#1

Giochiamo ad immagine una scuola ideale: la tua come sarebbe?


#2

Pare che nessuno abbia idee. Possibile?
Beh, provo a rompere il ghiaccio:

Immagino la scuola come un grande laboratorio dove esplorare in modo tran-sdisciplinare quelle che oggi sono materie trattate a se stanti;
la immagino come un grande laboratorio dove sperimentare liberamente con oggetti, tecniche, e teorie;
la immagino come un grande laboratorio di arti e scienza dove sbagliare, copiare e collaborare siano valori fondanti
mi immagino la scuola come un luogo aperto, dove gli apprendisti (ex studenti) ed i mentor (ex insegnanti) s’incontrano per fare dei percorsi di apprendimento, in un bilanciamento di sfide proposte dai mentor e open project portati avanti da ognuno e/o da gruppi. Immagino gli apprendisti attori principali del loro processo di apprendimento, guidati, consigliati e supportati dai mentor; li vedo impegnati a definire i dettagli, a creare, a provare il loro prototipo, ad approfondire e studiare gli aspetti teorici, a condividere con gli altri le loro scoperte e a documentare il loro progetto.
Immagino la scuola come una grande scatola di LEGO, piena di materiali da costruzione, per giocare con le varie “materie”, mischiandole, usandole per dare vita alle idee ed apprendere il mondo che ci circonda


#3

Ancora non ho un’idea completa, ma sicuramente comincerei con una scuola dove si lavora sulla comunicazione, l’ascolto e la costruzione delle relazioni. Ora sicuramente tanti insegnanti (e altri operatori della scuola) si impegnano in questo senso, ma sono considerati aspetti marginali. Nella mia scuola ideale dovrebbero essere aspetti cruciali dai quali non si può prescindere, anche nella selezione del personale docente, dirigente ecc ecc.


#4

Magari non sono state scritte tante idee perché prima di costruire la propria scuola immaginaria uno deve pensare a cosa significa scuola, a che cosa serve la scuola, quali sono i suoi obiettivi.

In sostanza secondo me ognuno dovrebbe rispondere alla domanda: perché deve esistere la scuola?

Con queste solide fondamenta ognuno può poi iniziare a costruire il suo edificio ideale :wink:


#5

La scuola (pensando alla sua etimologia) è passata dall’ essere un’attività libera e piacevole per pochi aristocratici, ad un’attività oppressiva e sgradevole per tutti (parlo in generale).

E quindi rispondendo a @scollovati la scuola è il luogo dove si apprende a ripettare sé stessi, gli altri e il mondo, in maniera libera e piacevole.
Sembra semplicistico, utopistico o romantico, ma tutto dovrebe essere incentrato nell’educare alla pace. Non abbiamo bisogno di avere persone molto intelligenti e creative che ci distruggono la Terra.

Come fare a rendere piacevole, libero e creativo il nostro luogo ? Abbiamo cominciato una piccola discussione qui:


#6

Ora ci aspettiamo nuove idee


#7

Sentendo parlare di Pace non può non venirmi in mente il maestro Gianfranco Zavalloni e la sua pedagogia della lumaca per una scuola lenta e non violenta.

Per alcuni anni con il mio Gruppo Scout abbiamo portato avanti un percorso per ragazzi, genitori e insegnanti chiamato Slow Education ispirato alla sua pedagogia.


#8

Già, ci hanno messo più di un anno ma speriamo bene! :slight_smile:
In un altra conversazione ho linkato un’indagine sullo stato di avanzamento “Buona Scuola”:


#9

La mia spirale era su una lumaca proprio pensando a Zavalloni. Le maestre dei miei figli le ho scelte in base alla loro lentezza nell’inserire le lettere. :grinning:

https://sites.google.com/view/lcl-ld-rapaccini/projects?authuser=0


#10

Ben trovati, non sono un esperto di SCUOLA, almeno in senso stretto. Ho collaborato molto con INDIRE in qualità di esperto ma non nelle tematiche educative. Sono un esperto indipendente di trasferimento tecnologico. Professori universitari, ricercatori e studenti universitari sono la madia del mio target. A questo target offro supporto per codificare il loro business e poi immetterlo sul mercato. Da questo mio osservatorio, composto chiarmanete da persone con skills superiori alla media, è comunque evidente come il pensiero logico-analitico, in questo caso orientato ad aspetti economici e finanziari, non sia mediamente ben sviluppato. Se dovessi azzardare una classificazione massiva direi che le materie STEM vengono approcciate in maniera mediamente “mediocre” nelle scuole ( devo rimancare l’avverbio: mediamente). Questo porta in età piu adulta, anche in soggetti che attraversano fasi di studio in ambiti di punta, anche coinvolgenti concetti matematici, una notevole rigidità di pensiero. Una incapacità di astrazione che a mio modo di vedere viene da una mancanza di competenze sui “mezzi” di manipolazione dei numeri e sulla non abitudine alla manipolazione degli stessi. Questa seconda ha poco a che fare con le calcolatrici o ausili simili, è più evidente la in-capacità di astrazione di un problema, di modellizzazione della soluzione.


#11

Ho scritto qui un post riguardo i risultati PISA (al momento il riferimento per valutare la qualità scolastica, ma è ovviamente da rivedere) per la scuola italiana.

Siamo sicuri di essere indietro e che il sistema scolastico italiano sia tutto da rivedere?
(per esempio, secondo me sarebbe fondamentale rivedere i cicli)


#12

cioa @scollovati, hai espresso "un altro modo di vedere le cose"
bene !!! ci sta come riflessione … vediamo cosa proponi?


#13

Una progetto interessante HundrED che raccoglie i migliori progetti educativi in tutto il mondo.

"HundrED’s goal is that by 2020 the world of education will be full of innovations that travel across the borders, from continent to continent"

@scollovati


#14


…ma collaborare non e’ facile nemmeno faccia a faccia in classe …figuriamoci in un ambiente on-line (basta questa lista a dare consapevolezza di quanti siano i limiti ancora da superare)
Per questo secondo me la/una priorita’ della scuola oggi e’ la relazione “peer” , perche’ non si vada verso una comunicazione sempre piu’ parziale, impoverita, virtuale. Inserirei il Teatro nella scuola di oggi.


#15

…l’impressione e’ che lo Scratch Team non favorisce l’interazione, forse non ne ha le competenze.
Alle maestre vanno date queste competenze per NON contrapporre il digitale alla socialita’ …e fare dei danni.
Per non creare la dicotomia “NON digitale” allora sei vecchio… ditelo a Leonardo da Vinci che era vecchio!! …chi sono i veri ottusi??

censurate anche questo!!


#16

La comunicazione on-line ha dei limiti …MA altri vengono aggiuti dallo Scratch Team ignorando e non tenendo in considerazioni aspetti che ad una brava maestra sono ben chiari.
E’ a queste persone che vogliamo mettere in mano una parte importante (anche se nel backstage) dell’educazione?
(domanda retorica …NO)


#17

non capisco a cosa ti riferisci ma certo che per collaborare ed essere ascoltati forse prima ci vuole buona predisposizione per ascoltare e capire