LCL

La diversa visione di LCL rispetto a Code.org


#1

Un approccio diverso al coding

Non so quanto sia a tutti chiaro che LCL, la Scratch Foundation, ed il gruppo di studio e di lavoro che ruota attorno a Mitch Resnick al MIT, offra e proponga una diversa visione ed un diverso approccio al coding ripetto ad altre iniziative, tra le altre code,org

Vi invito a leggere questo articolo, già segnalato da @Bice_Rapaccini in un altro post.
È la traduzione italiana di un articolo di Mitch Resnick (qui versione originale) in cui spiega chiaramente il diverso approccio che potremmo sintetizzare in:

programmare per imparare contro imparare a programmare

Che ne pensate?
Vi era chiaro che LCL si ponesse in modo alternativo a code.org?
Quale dei due approcci vi convince maggiormente?


Presentiamoci!
[Riflessione settimana 4] Citazioni e Domande
[Riflessione settimana 2] Pensando al Coding
#2

Code.org e Scratch sono due piattaforme molto diverse e la prima non sviluppa quasi per nulla la creatività come fa Scratch, però è anche vero che Code.org favorisce l’accostamento al coding anche a chi non ne ha quasi sentito parlare. Sono l’animatrice digitale della mia scuola e posso dire con certezza che anche gli insegnanti che non si sono mai accostati al coding si fanno con facilità coinvolgere a portare in classe le attività di code.org, durante le quali i bambini insegnano quasi agli insegnanti come risolvere gli schemi. Con Scratch è più difficile fare ciò, perchè è necessario che l’insegnante, prima di portarlo in classe, studi almeno un po’ le funzioni dei principali blocchi e non tutti purtroppo ne hanno voglia


Presentiamoci!
#3

Sono completamente d’accordo sul fatto che scratch e code.org, siano due cose completamente diverse, nel primo i bambini hanno piena libertà di creare i propri progetti, pur essendoci alcuni esercizi guidati che aiutano a prendere dimestichezza con il programma mentre il secondo è un’applicazione molto imitata e guidata dell’utilizzo del coding. Quattro anni fa ho avvicinato i miei bambini al mondo di scratch, successivamente ho aderito al progetto code.org e li stessi bambini mi hanno fatto presente che code.org era noioso e non li permetteva di creare quello che avevano in mente


#4

Riposto parte della discussione

Perché Scratch è un ambiente di apprendimento diverso da altri sul coding?
Il coding non è il fine ma il mezzo. Spero che i miei studenti (e figli) possano diventare degli artisti: pittori, poeti, attori, cuochi, scrittori, un qualsiasi lavoro purché siano creativi nel loro lavoro e nella loro vita.

Il concetto di Remix in Scratch e la comunità di utenti e insegnanti è fondamentale per diffondere la cultura dell’open source e open knowledge, del mutuo aiuto con un approccio etico che educa alle quattro libertà di Stallman : run, study, modify, redistribute (giving credits).
Run: Libertà di eseguire il programma .
Study: Libertà di studiare il programma e modificarlo.
Modify: Libertà di migliorare il programma,
Redistribuite: Libertà di ridistribuire il programma in modo da aiutare il prossimo.

@SanGualtier


#5

L’anno scorso abbiamo fatto un bel percorso dal coding alla saggezza digitale con prof. Patrignani università di Torino che insegna etica informatica. Scratch ha forti risvolti educativi. L’ultimo dei pensieri è imparare a programmare.

Che ne pensi @SanGualtier?


#7

Premetto che ancora non ho usato Scratch, mentre mi è capitato di usare il labirinto di Blockly e di divertirmi talmente tanto da decidere di creare un’attività di coding unplugged da proporre ai bambini per far fare loro esperienza del coding.
Ho letto l’articolo di Mitchel Resnick proposto per questa settimana: http://learn.media.mit.edu/lcl/resources/readings/chapter2-excerpt.it.pdf?pdf=ch2-it
C’è un passaggio sul quale non mi trovo: “I puzzle possono andare bene per imparare la grammatica e la punteggiatura di base del coding, ma non aiutano a esprimere se stessi. Immaginate di provare a imparare a scrivere, semplicemente risolvendo le parole crociate. Potrebbe migliorare la vostra ortografia e il vostro vocabolario, e potrebbe essere divertente, ma potreste mai diventare dei bravi scrittori, in grado di raccontare storie ed esprimere le vostre idee con padronanza? Non credo. Un approccio incentrato sui progetti è il percorso migliore per
padroneggiare sia la scrittura che il coding”.
Non sono d’accordo che imparare a programmare risolvendo il labirinto di Blokly sia equivalente a imparare a scrivere facendo parole crociate. Magari è più simile a imparare a scrivere provando con esercizi. Si può imparare anche così, appropriandosi della tecnica con esercizi divertenti in cui il traguardo è posto da qualcun altro che ha studiato un percorso per noi. E una volta che si è appresa la tecnica si può diventare anche abilissimi nell’esprimersi in modo creativo.
Però concordo sul fatto che i due approcci (risoluzione puzzle e LCL) siano molto diversi e penso che nella scuola italiana spesso manchi l’approccio LCL perchè è sicuramente più difficile e impegnativo da proporre.
I due metodi, secondo il mio modesto parere, sono entrambi validi, ma quello LCL viene troppo spesso trascurato, non solo per imparare la programmazione, ma per qualsiasi disciplina.
Si finisce per proporre a bambini e ragazzi di risolvere esercizi preparati da altri e non gli si dà modo di mettersi alla prova come creatori.
Spesso accompagnando ragazzi delle superiori al FabLab che c’è dove lavoro, li vedo inizialmente impressionati per le tecnologie e le possibilità, ma poi frustrati perchè… non sanno da dove cominciare per avere delle idee e dei progetti da realizzare!


#8

Learn to code or code to learn?
That is the question direbbe Shakespeare
:grinning:
Dobbiamo capire qual è il nostro obiettivo educativo


#9

Qui ho un dubbio sul significato di “imparare”.
Si intende imparare a pensare in modo creativo?
E’ questo l’obiettivo didattico a cui ti riferisci?

Ci sono altri modi di imparare o imparare in modo creativo è l’unico possibile?

Tornando all’esempio della scrittura: si può imparare a scrivere per poi poter esprimere se stessi anche attraverso gli esercizi che propone un insegnante, acquisire la tecnica e poi farla propria.
L’importante è che a un certo punto si possa esprimere la propria personalità con la scrittura.
Quindi l’obiettivo didattico iniziale è che la persona acquisisca delle competenze nello scrivere e poi che possa esprimersi liberamente.

Se un insegnante utilizza i puzzle per insegnare le basi della programmazione e del pensiero computazionale ai suoi studenti, ma poi fa seguire delle attività che li aiuta a sviluppare la propria creatività con quanto hanno appreso con i puzzle, a me sembra un percorso altrettanto valido.

L’importante è appunto raggiungere l’obiettivo e non è detto che Scratch sia l’unico modo per raggiungerlo. D’altra parte si ha bisogno di esempi di LCL perchè nella scuola ne esistono pochi.
Anche l’uso di Scratch può non raggiungere l’obiettivo di far sviluppare il pensiero creativo se usato male.


#10

La questione è più sottile; l’obiettivo di alcune iniziative quali code.org è sviluppare competenze di programmazione per formare futuri programmatori in modo da colmare un gap sul mercato del lavoro. In questo senso si intende il concetto di Imparare a programmare

LCL ha una diversa visione: non quella di formare futuri programmatori o ingegneri, ma dare ai giovani la possibilità di pensare alle tecnologie digitali come uno strumento con il quale poter dare vita alle loro idee, uno strumento per creare ed esprimersi, come farebbe un pittore con il pennello ed i colori, od un musicista con il pianoforte
Cambia la prospettiva; non si fa lezione sui cicli, sulle condizioni, sugli operatori; si parte dai progetti, dalle passioni; facciamo una coreografia di robot: quali strumenti abbiamo a disposizione? quali blocchi di codice ci possono servire per raggiungere il nostro obiettivo…

In questo caso parliamo di Programmare per imparare

Personalmente credo che a scuola non serva Imparare a Programmare ma Programmare per imparare.
Per diventare sviluppatore software o ingegnere ci sarà tempo


#11

Programmare per imparare è sicuramente la filosofia di fondo dell’approccio al coding nella scuola primaria che mi sento di condividere, ma nella borsa del maestro ci devono stare un po’ tutti gli attrezzi e si prende quello che va meglio nello specifico caso. Io ho usato e uso gli strumenti di Code.org, ma per una didattica per progetti prediligo questi qui. Negli anni scorsi ho partecipato con le mie classi ai concorsi di Programmailfuturo - referente italiano di Code.org - presentando però sempre elaborati impostati su progetti veri, fatti con lo Scratch del MIT, lo stesso che usiamo in questo sito. Ottimi risultati e nessun pregiudizio.
Così come fare gli esercizi di matematica non piace a molti, ma per “padroneggiare abilità di calcolo orale e scritto” come recitano i programmi scolastici bisogna esercitarsi anche in cose noiose, lo stesso dicasi andando avanti nella programmazione. Per fare progressi, cioè per impadronirsi dell’uso di certi costrutti, si devono affrontare specifici problemi, mirati. L’impostazione di Code.org è un po’ questa… ma io ho grande simpatia per il sito si Scratch un po’ anarchico e pasticcione, un porto di mare aperto ai profughi della programmazione e a tutti i “paciughi” del mondo!


#12

Non sono completamente d’accordo sul fatto che gli obiettivi di chi ha creato i “puzzle” siano quelli che indichi, ma questo non è importante (almeno per me).
L’importante è che sicuramente l’obiettivo su cui si lavora qui (e quello su cui si basa Scratch) sia quello di dare ai giovani delle possibilità per essere attori e protagonisti del proprio futuro, esprimendo se stessi.
Questo lavoro di progettazione mi affascina e per me è importantissimo, perché io stessa sono molto poco abituata a farlo! Provando il tinkering (non come facilitatrice ma come apprenditore :smile: ) mi si è aperto un mondo di riflessioni sul mio modo di imparare e usare la creatività e quindi sul mio modo di progettare le attività didattiche, sugli obiettivi e su come cerco di raggiungerli.
Riflettere con te e @Bice_Rapaccini mi è servito molto, vi ringrazio e spero capiterà ancora. Ho mille dubbi e curiosità.


#13

Grazie @Giuli perché i tuoi commenti sono preziosi ed utili, ci permettono di sviluppare il ragionamento ed affinare il pensiero; avere dubbi e curiosità è un plus :wink:


#14

Compagni di questa avventura, grazie per gli stimoli e per mettermi nel mezzo - @Bice_Rapaccini per prima - domani mattina ho la sveglia alle 4,30 per un Network Remida italiani e per 2 gg sono immersa sia con loro che con altro. È probabile che via via prendo in qua e là spunti e mi auguro di portarvi delle mie riflessioni a riguardo!
Non ho nel mio Background Scratch e giuro che prima della fine di questo LCL mi farò le ossa per apprendere e dargli la giusta collocazione :dancer: nel mio panorama di “apprendista pedagogista”.
Ho il compito di guidare circa 250 anime in un percorso-progetto partito da Remida che coinvolge bambini e ragazzi dal Nido alla Scuola Superiore si Borgo San Lorenzo denominato EDU-TINKERING ed è tutto work-in-progress


#15

mi sa che ho bisogno di digerire parecchie questioni in questo mega-gruppo di italiani … e pensare che non messo il naso nelle altre discussioni :x: mi par di essere un naufrago in mezzo all’Oceano Indiano :woman_shrugging:


#16

mi documenterò e ti passo qualche frullata di pensieri appena possibile - ancora grazie per i lanci di riflessione :o:️ Ho un certo giramento di capo dato da “bulimia” di info e parole che vorrei essere sull’Everest e pensare solo a sopravvivere :anger: scherzi a parte apprezzo tutto il vs fermento


#17

personalmente penso che disegnare aiuti a pensare in modo creativo, piu’ del coding e della scrittura.
Aiuta alla risoluzione di problemi, dove il problema e’ una rappresentazione (non necessariamente fedele ad una immagine reale). Credo che quello che il coding aggiunge di nuovo, e’ una particolare modalita’ di Problem Solving.
Perche’ allora questa attenzione particolare al coding?


#18

riposta breve: forse perchè con la programmazione puoi fare disegni, musica, animazioni, simulazioni, interattività, giochi, arte generativa, calcoli, elaborazione testi, eccetera?


#20

concordo ma credo da un punto di vista diverso. La programmazione e’ sempre piu’ parte di ogni aspetto della vita ed e’ giusto avvicinare i bambini ad osservare il mondo cosi’ come e’ oggi.
Ed anche far attenzione a non dare troppe cose, gia’ vengono bombardati fin troppo dalle informazioni e dalle aspettative dei genitori (fra cui io). Bisogna stimolare la creativita (compreso usare la multimedialita’) ma anche la progettazione e il lavoro in gruppo (collaborazione) che e’ gia’ da tempo la sfida piu’ difficile nella attuale societa’ dei consumi.
E’ se poi un bambino non fosse creativo ma un leader e avesse capacita di progettare…coltivare queste qualita’…Credo