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[Attività 1] Oggetti dell'infanzia


#163

Ho ripensato al mio passato ed è stato un tuffo emozionante. Anche io come molti di voi, mi sono divertita con giochi diversi: i chiodini, le costruzioni in legno, i mattoncini della Lego, le Barbie, la bicicletta, per non parlare dei fiammiferini (piccoli pupazzetti collocati dentro una piccola scatolina).


#164

giochi di strada
una vera gioia ricordare quei momenti
riappropriarsi delle strade - alcune strade - può essere la sfida CREATIVA di questa epoca, molti ci hanno pensato: negli anni '90 a Fano un architetto che conoscerete, Francesco Tonucci, ha cercato e portato avanti il concetto di Città aperta ai bambini e alle bambine!!! come collegare la tecnologia e i lunguaggi di adesso a questo ambito? a noi la sfida


#165

scusate il testo in italiano mi viene cambiato da Google


#166

Il pallone con cui ho giocato tantissimo da piccola e che aveva un effetto magnetico nonostante non mi sia mai dedicata costantemente ad uno sport.
Con il mio babbo dopo pranzo facevo sempre un’oretta di passaggi, con i miei cuginetti intere estati a giocare in giardino e con mia sorella e i vicini di casa praticamente ogni giorno. Ancora oggi mi stupisco di quanto la semplicità di questo oggetto possa coinvolgere così tante persone. Mi succede quando durante le pause dai laboratori, in giardino, osservo due bambini che iniziano a giocarci, poi se ne aggiunge un altro, poi ne arrivano altri due e così via… molto spesso sono proprio io ad iniziare perché ancora non resisto alla tentazione di giocarci :blush:

g-dis16 2

Piccolo collegamento con il mio primo esame di geometria descrittiva: quando ero piccola ero talmente tanto ossessionata che lo disegnavo spesso, in particolare la forma classica, quello di Holly e Benji per capirci, solo che non riuscivo mai a fare le figure geometriche regolari quindi non si incastravano bene e rimanevano dei buchi. Poi, da più grandicella, ho dovuto rappresentare il solido e costruirlo con la carta. Finalmente è venuto bene :smile:


#167

Uno degli oggetti importanti della mia (prima)infanzia è una lampada.
Non si tratta di un giocattolo e nemmeno di un accessorio per la cameretta di un bambino.

Si tratta della Gibigiana, lampada da tavolo disegnata dal noto Achille Castiglioni nel 1980…ma io tutto questo non lo sapevo ancora.
I miei genitori ne possedevano una (non so che fine abbia fatto adesso :frowning: ) e si trovava in salotto accanto alla tv, sul tavolino basso.
L’altezza giusta per me! Era una lampada tutta grigia ma con 2 piccoli dettagli colorati di rosso:
una levetta sulla “schiena” che si poteva spostare in su e in giù, ovvero uno slider, e poi una rotellina dal bordo zigrinato posto sulla parte superiore dell’oggetto e che serviva a regolare l’orientamento di un piccolo specchio circolare, che aveva il compito di riflettere la luce dirigento il fascio verso un’area definita.
All’età di 3 o 4 anni mi divertivo moltissimo a muovere lo slider in su e in giù per regolare l’intensità della luce,
così come mi divertivo a regolare la posizione del piccolo specchio tondo.
Mi piaceva interagire con l’oggetto e scoprire tutti gli effetti di luce che si potevano ottenere.
Amavo così tanto quella lampada che quando all’età di 4 anni e mezzo fui trasferita in una cameretta tutta mia (poiché stava per nascere la mia sorellina) chiesi ai miei genitori di averla sul comodino (e così fu).

Penso che questa lampada abbia segnato in qualche modo la mia crescita.
Per prima cosa ho apprezzato la sua forma, insolita per una lampada,
poi ho apprezzato la possibilità di interazione e la qualità dei piccoli dettagli (la rotellina rossa),
mi ha permesso di sperimentare e giocare con la luce e per finire
mi ha responsabilizzata (era un oggetto da trattare con estrema cura - un oggetto che solitamente
non sta sul comodino di un bambino di 4 anni).

Forse è anche grazie a questo oggetto che ho deciso di diventare designer di prodotto, che mi affascina la
psicologia della percezione e il design dell’interazione.


#168

anche io stavo ore ad osservare le formiche. sul muretto della casa di villeggiatura c’erano sempre delle formiche in fila che facevano avanti e indietro sfregandosi tra loro quando si incontravano. Io avevo notato che, passando il mio dito sul loro percorso, entravano letteralmente in crisi e non riuscivano più ad andare oltre quella traccia che avevo lasciato.
Continuavano ad arrivare formiche ma si bloccavano sempre lì, come se davanti a loro si fosse aperto un baratro. Si creavano ingorghi allucinanti e iniziavano a “consultarsi” fra di loro su da farsi. Ecco, io stavo lì a guardare e aspettare che trovassero una soluzione…
Nella casa in campagna di mia nonna le formiche invece erano più furbe/menefreghiste, quando passavo il dito sul loro percorso, bastavano pochi attimi di incertezza e poi riprendevano a camminare tranquille.


unpinned #169

#170

Anche per me era a casa dei nonni, in vacanza, ma al mare. Allora c’era ancora tempo per le cose davvero importanti come queste osservazioni :slight_smile:


#171

Senza dubbio CICCIOBELLO , mi ha aiutata tanto dal punto di vista emotivo e oggi sono una persona molto empatica (ancora non so se essere empatici aiuti o crea ulteriori problemi emozionali :wink:https://i.pinimg.com/736x/04/1c/cb/041ccb10db351b4b68370b88b763a262–childhood-toys-childhood-memories.jpg


#172

Il mio “oggetto” era il vento. Nella città in cui vivevo da bambina il vento non mancava mai, adoravo far finta di comandarlo! Mi mettevo in ascolto del vento per qualche minuto e poi alzavo e abbassavo le braccia dicendo “Soffia” oppure “Fermati” e mi sentivo “Grande”.


#173

Durante la mia infanzia avevo due oggetti che mi hanno caratterizzato…uno era uno scooter elettrico della polizia, avevo cinque anni e lo adoravo…ogni occasione era buona per farci un giro. Un altro giocattolo che ho sempre amato era il " Dolce Forno", ci passavo i pomeriggi interi dopo la scuola a creare tortine dolci e salate.


#174

Di oggetti della mia infanzia ne ricordo un paio.

Il primo mi ha donato la capacità di fantasticare…


“ho visto cose che vuoi cuccioli di umani neanche potete immaginare!” :slight_smile:

Il secondo oggetto, invece, mi ha donato la capacità di comprimere tutta questa fantasia in una scatola luminosa.
Scatola che ancora oggi mi rapisce ogni volta che la vedo accesa…
Commodore64


#175

Non ho nessun dubbio: il MECCANO che sfortunatamente non ho più…
Un bellissimo ricordo: immaginare e creare nuove forme … usando attrezzi simili a quelli dei grandi.

In fin dei conti anche oggi che sono più grande mi piace costruire nuovi oggetti!


#176

non ci sono parole…solo e sempre lego…la mia crescita è solo legata ad essi


#177

image

Lo condivido con voi anche qui… il mio magnifico mangiadischi arancione, un unico disco (per i più maturi come me era " andiamo a mietere il grano") consumato a furia di ascoltarlo e cantarlo giocando nei boschi del mio paese. Ancora adesso quando vado in gita con i miei piccoli alunni canto insieme a loro !!!


#178

il mitico Penny arancione !!!


#179

Mangiadischi-Penny

Ecco il mio giocattolo preferito !!! Possedevo un unico disco e l’ho consumato continuando a sentirlo e a cantarlo…


#180

Il mio oggetto dell’infanzia preferito era il CALEIDOSCOPIO

caleidoscopio


#181

Da me non erano proibiti, non me li regalavano proprio.
Riuscivo a giocare con il Lego solo d’estate quando andavo a trovare mio cugino che ne aveva tantissimi. A me piacevano tanto le finestre e le porte. Comunque mi piaceva anche tantissimo giocare con le bambole, e soprattutto fare i vestitini. Sono ingegnere aerospaziale.


#182

Il mio oggetto è la Bici.
Caratterizzava soprattutto le mie estati . Ho sempre abitato in periferia, in un posto dove passavano poche macchine. La bici serviva per fare qualsiasi cosa: mezzo di trasporto, per fare gare, una scusa per stare insieme.