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[Attività 1] Oggetti dell'infanzia


#103

bellissima l’idea del repository :hugs:


#104

Adoravo giocare con le cosiddette costruzioni, i mattoncini colorati di plastica. mi piaceva l’idea di poter creare con essi le più disparate forme di oggetti, la possibilità di combinarli in diversi colori.
http://static.pourfemme.it/625X0/mamma/pourfemme/it/img/Come-pulire-le-costruzioni.jpg


#105

Il mio gioco preferito, quello che mi ha aperto un mondo di sperimentazioni è stata una valigetta con batterie e piccole lampadine. Assieme a mio padre sperimentavamo i circuiti elettrici. Ricordo di una elettrocalamita che costruimmo assieme con la quale mi divertivo a giocare assieme ai miei amici.


#106

Il gioco che più di altri ha caratterizzato la mia infanzia è stato il GAME BOY. Credo di aver trascorso giornate intere con questo videogioco, soprattutto amavo giocare a SuperMario Bross. Cercavo sempre di completare il gioco e questo credo abbia influito molto sulla mia voglia di portare sempre a termine qualsiasi percorso intrapreso nella mia vita e nell’essere testarda cercando sempre una soluzione ad ogni problema.


#107

Non avevo un gioco in particolare, adoravo stare "fuori casa"e incontrare gli amici, andare agli scout, in parrocchia qualsiasi cosa, a casa giocavo spesso da sola e non ero per nulla felice ma la noia mi ha portato a modificare gli oggetti più disparati per giochi di invenzione, incollavo, pitturavo… la creatività è sempre stata mia fedele amica!


#108

Ciao a tutti, anche a me piacevano un sacco i chiodini, ma anche legnetti, pigne e tutto quello che trovavo nel bosco.
Ma la cosa che più mi piaceva fare era creare circuiti elettrici con lampadine interruttori, spine e naturalmente cavi elettrici, anche provare le lucine dell’albero di natale con le pile mi appassionava molto e mia madre mi dava le lucine di ricambio per sostituire quelle bruciate. Adesso tutte le volte che c’è un problema nell’impianto elettrico sono io che lo riparo e per il compleanno i regali più graditi sono cacciaviti, spelafili e materiale elettrico!


#109

Gli ingranaggi preferiti della mia infanzia sono state senza dubbio le Mini 4WD.
Grazie ad esse ho iniziato a smanettare (tinkering ante litteram :wink: ) con colla, cacciaviti, batterie, stagnatori, pennelli e colori.

Mi ricordo che con alcuni modelli mi permettevo di inventarmi le modifiche più assurde; altri invece li montavo di modo che fossero la perfezione. E se poi sbattevano contro il muro e si graffiavano per me era un momento non certo divertente…

Le conservo ancora tutte gelosamente ed è stato davvero un piacere poterle tenere di nuovo in mano!

PS: devo dire che rivedere in questa discussione tantissimi giochi, pensieri e sensazioni mi fa davvero sentire vecchio :disappointed_relieved:


#110

Da bambina mi appassionavano i robot di latta e i teatrini con le marionette. Mi piaceva disegnare e regalare i miei disegni. Costruivo i giocattoli con quello che trovavo : una pannocchia di granoturco era la mia bambola e con rami e spago costruivo archi con le frecce per giocare con mio fratello.


#111


#112

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Ciao a tutti, sono Patrizia e insegno in una scuola primaria in provincia di Pescara. L’oggetto della mia infanzia che ricordo e ancora oggi mi affascina è il caleidoscopio. Passavo molto tempo ad osservare quelle forme colorate che, con una semplice rotazione, cambiavano dando origine a nuove figure. L’influenza che quell’oggetto ha avuto nella mia vita la tocco con mano ogni giorno nel mio lavoro, perché cerco sempre di realizzare, con pochi e semplici strumenti, attività diverse e coinvolgenti per i miei alunni.


#113

Non possiedo foto dei miei primi giocattoli, ma ne ho vivo il ricordo perché li condividevo con la mia cuginetta di quattro anni più grande. Insieme giocavamo con le costruzioni della Lego e ci divertivamo a realizzare le forme più improbabili (forse è anche per questo che poi sono diventata architetto…); mia cugina mi ha insegnato i giochi della dama e degli scacchi, e quelli con le carte francesi (ramino, scala quaranta, canasta). Spesso però eravamo in giardino con amici per giocare a nascondino o alla guerra con le pistole ad acqua. Da sola, invece, mi divertivo a riparare giocattoli rotti dei miei fratelli più piccoli, spesso li aprivo per capirne il funzionamento e, nella maggior parte dei casi, riuscivo a renderli nuovamente funzionanti.


#114

I playmobil.
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mi piacevano molto.


#115

Quando ho letto il testo di Papert, mi è venuto subito in mente un oggetto. E’ stato un circuito che ho costruito io in seconda media per la materia di Tecnica (parliamo di più di 30 anni fa :wink:).

L’ho costruito interamente con le mie mani, dal disegno, all’acquisto degli elementi, al loro collegamento. E’ stato proprio con questo progetto che ho scoperto il senso di 0/1, il senso di ON/OFF, il senso dell’analogico e del digitale, direi oggi.
La passione per la tecnologia è nata da lì, e non mi ha mai lasciato. Infatti, subito dopo mi sono fatta regalare da Babbo Natale (la mia dolce nonnina) uno dei primi Spectrum ZX, con cui ho cominciato a scrivere il mio primo codice.

A ripensarci ancora oggi mi emoziona.

Allego qui un’immagine presa dal web, non mia
Immagine di esempio (non mia)


#116

Leggo i vostri messaggi e mi tornano in mente diversi oggetti a cui dedicavo il mio tempo, cartoni, chiodini …
Più di tutti ricordo i REGOLI COLORATI. Li usavo per capire le unità di misura, i multipli e sottomultipli di un numero. Inoltre mi divertivo a usarli per realizzare semplici costruzioni e mi piaceva molto disporli nella scatola, rigorosamente in ordine, rispettando gli spazi assegnati … ricordo che i bianchi da una unità li perdevo sempre.

regoli


#117

Anche io avevo questa passione ! usavo però solo le sedie, sullo schienale distendevo le tovaglie e mi divertivo a infilarmici sotto … era la mai casa ! :grinning:


#118

Sin da bambino ho iniziato a desiderare le nuovissime tecnologie, al tempo il commodore 16, poi 64 era una rivoluzione. Ricordo di aver messo da parte i pochi soldi ricevuti dai nonni ogni settimana per poter comprare la mia prima stampante ad aghi con cui stampavo i primi disegni, poi il primo lettore floppy disk da 8 pollici, quello “flessibile” per intenderci, addirittura una delle prime penne ottiche per poter disegnare sui monitor, a fosfori verdi. Eppure, non ci crederete ma stranamente, devo dire che una delle cose che più mi ha condizionato nella vita è stata l’attività manuale con i colori, plastiline, das. Generare con le mani una forma mi ha poi coinvolto definitivamente tanto da percorrere la strada dell’arte fino ad oggi… Ecco questo è il ricordo più bello su tutti. Una semplice formina dei puffi.


#119

Il mio gioco preferito era il microscopio, impazzivo per tutto ciò che era invisibile all’occhio umano e da adulta sono diventata una biologa insegnante che mostra ai suoi alunni vetrini di zoologia, botanica e citologia


#120

Ricordi…Mi piaceva tantissimo leggere libri; il mio preferito “Polyanna”. Altre grandi passioni erano disegnare, progettare, creare con carta colla forbici…e nuotare!!! Da semi-grande sognavo di fare la figurinista, l’architetto arredatore di interni, la scenografa, creare cartoni animati… Le passioni non si dimenticano, si mettono in un cassetto…In particolare Scratch mi ha permesso di attivarne più di una!!


#121

So che potrei risultare banale ma uno dei miei oggetti preferiti durante l’infanzia era una lavagna sulla quale svolgevo la mia lezione “immaginaria” ai miei studenti altrettanto immaginari. I gessetti per scrivere li rubavo (ahimè è proprio così) dalla lavagna di scuola. La lavagna mi è stata regalata dai miei genitori dopo che avevo rovinato un armadio scrivendovi sopra con diversi pennarelli. Insomma fin da piccola volevo con tutta me stessa fare l’insegnante e, dopo tanti sforzi, ho coronato il mio sogno.
Se dovessi scegliere un secondo oggetto direi la mia bambola (a grandezza naturale) Sara con cui giocavo a fare la mammina.


#122

Se ripenso alla mia infanzia il giocattolo che mi si presenta alla mente è una semplice bambola di gomma, probabilmente la prima che mi era stata regalata. Quella bambola è stata con me anche in uno dei momenti più difficili quando a cinque anni sono stata in ospedale per l’intervento alle tonsille. Di quella bambola ricordo ancora il viso paffuto, i capelli castani ma non posso ricordare il colore degli occhi perché il mio fratello minore per scoprire il funzionamento degli occhi che si aprivano e si chiudevano glieli aveva irrimediabilmente rovesciati e così divenne per me la mia “cieca” e a lei mi legai ancora di più.