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[Attività 1] Oggetti dell'infanzia


#83

Anche io giocavo con le scatole di cartone, creavo macchine poi ritagliavo dai giornali i personaggi e li vestivo con i ritagli di carta, anche io sono architetto e appassionata di origami che faccio fare ai miei alunni


la mia bambola preferita Susanna (Silvia e Sheila)


#84

Uno dei miei giochi preferiti erano sicuramente le “costruzioni”, i mattoncini Lego con cui mi ostinavo a costruire case quadrate variando finestre, tetti anche se il numero dei pezzi limitava le possibilità: mi piacevano davvero moltissimo. Quando mia figlia ha avuto l’età giusta per i mattoncini piccoli ho “collaborato” attivamente alle sue creazioni.


#85

L’oggetto d’infanzia che ricordo meglio è la bicicletta. Mi ha permesso di entrare in contatto con i ragazzi più grandi della via in cui abitavo, confrontarmi con le loro discussioni di cui capivo ben poco, affrontare sfide per me difficili come affrontare una discesa senza mettere piede a terra. Ha rappresentato il primo mezzo che mi ha permesso di muovermi al di fuori della “tana” famigliare, scoprire il mondo, le regole che lo governano, le difficoltà che si incontrano e lo sforzo necessario per affrontarle ma soprattutto è stata la prima libertà!!


#86

Che flash ho avuto! Ho sempre avuto in mente il ricordo dei grandi ingranaggi gialli ma li associavo ai giochi Quercetti. Invece sbagliavo! Quante ore passate a costruire con i Plastic City.


#87

Hai ragione Daniele, dimenticavo le capanne! Io vivevo in città, ma ho avuto la fortuna di passare le vacanze dell’infanzia in un piccolo paese dell’Irpinia dove eravamo liberi di passare le giornate nei boschi inventando quotidianamente le nostre avventure e costruendo rifugi sempre più sofisticati.


#88

Ciao Antonio, che “amarcord”! A casa mia c’era una mescolanza sincretica tra Lego e Plastic City e, per farmi digerire il dentista, mamma mi prometteva sempre una scatola di soldatini o qualche accessorio della Atlantic.
imagehttp://www.atlanticplus.eu/Atlantic/9001%20HO%20small.JPG


#89


Il mio oggetto dell’infanzia era un tavolo come questo…tovaglie e lenzuola erano più che sufficienti per trasformarlo ogni volta in qualcosa di diverso, dalla casa all’astronave, in cui condividere ogni volta nuove avventure con il mio fratellino


#90

Un oggetto che ha accompagnato la mia vita fin dall’infanzia è il libro. Ho imparato a leggere da piccola e ho divorato anno dopo anno tutti quelli che mi capitavano sottomano. Ha influenzato la mia vita e continua ad influenzarla perché appena posso passo del tempo a leggere per ampliare i miei orizzonti e conoscere o approfondire cose nuove.


#91

Ciao , sono diversi giorni che penso a quale sia stato l’oggetto della mia infanzia con cui ho trascorso ore e ore spensierate. Finalmente stamattina mi è venuto un flash: la mia adorata bambola Valeria. Con i suoi dentini da castoro che con uno spazzolino io lavavo e così lei parlava ! Anche nei palmi delle mani aveva dei “sensori” che strofinati le permettevano di pronunciare: " Mamma ho la febbre!". Quante volte l’ho coccolata e stretta a me. La sua particolarità era quella di parlare a differenza delle numerose Barbie che non dicevano nulla. Poi per Natale mi venne regalata una bambola alta quanto me di nome Ketty e questa camminava se tu le muovevi le braccia! La mia bambola robot! Infatti si muoveva a scatti come Roberto Camerini quel cantante punk anni '80! Spero di riuscire a trovare una foto, ma sarà difficile ormai quelle bambole non le ho più.!


#92

Ricordi …
da bambina amavo moltissimo giocare con pistole e macchinine, ma i giochi che più mi coinvolgevano erano i chiodini e i plastic city. Ci passavo ore e costruivo, costruivo, costruivo.
plastic-city


#93

Musica, musica, musica!
Pianola, chitarra e armonica a bocca…
E il mio sogno era andare in giro per il mondo a suonare…
Collezionavo le chiavi per aprire le scatolette di latta perché pensavo mi servissero a non morire di fame…
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#94

Sono i mattoncini Lego gli oggetti che maggiormente hanno influenzato la mia infanzia poichè attraverso essi potevo rendere concreta la mia immaginazione


#95

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#96

A 8 anni avevo un registratore a cassette con cui catturavo brani dalla radio, dalla televisione, frammenti di discorso tra i miei genitori. Facevo interviste a personaggi inventati. Da lì, forse, è cominciata la mia passione per i montaggi, per le giustapposizioni sonore, i loop e le elaborazioni analogiche e poi digitali dell’audio. Più avanti ho cominciato a fare la stessa cosa anche con i VHS, ispirato dalla trasmissione BLOB TV.
Adesso mi diverto con la musica elettronica, i montaggi video, i campionamenti, i bricolage multimediali.


#97

Ricordi generazionali :slight_smile:


#98

Ciao a tutti! Non credo di avere un gioco o oggetto singolo della mia infanzia , ricordo di avere sempre avuto la passione per la musica, quindi prima il giradischi poi lo stereo sono sempre stati parte delle mie giornate, ricordo i tanti pomeriggi passati davanti alla finestra cantando a squarciagola le mie canzoni preferite . Non che io sia intonata per carità, ma ascoltare musica ed emozionarmi con i testi delle canzoni, sono sempre state le mie attività preferite!


#99

Anche io ce l’avevo! O meglio ce l’aveva mio fratello. Grazie della foto! L’avevo completamente rimossa dai miei ricordi! Forse io e mio fratello non stiamo stati stimolati abbastanza ad utilizzarla, e siamo tuttora incapaci di fare musica, e stonati come campane…Chissà se ha influito il fatto che i nostri genitori, tutto sommato, non fossero dei grandi estimatori della musica.


#100

Uno degli oggetti che ha maggiormente influenzato la mia infanzia è stata la console dell’Atari, e i suoi vari giochi.
La comprò mio padre penso intorno al 1980, quando avevo 5 anni, sfidando i tempi (non erano ancora molto diffuse) e soprattutto sfidando mia madre (sostenitrice dei giochi all’aria aperta)!

Mi ricordo interminabili pomeriggi della domenica, papà, con Daniela,mia sorella gemella ed io, a combattere contro serpenti, fantasmi digitali; giocare a Ping pong con una grafica davvero basic; a sfidarci a PacMan fino a che le mani ci facevano male.

A distanza di anni, voglio cogliere l’occasione per ringraziare mio padre: capisco forse solo ora, quanto quei pomeriggi abbiamo segnato il mio futuro.
È grazie anche alla console dell’Atari, se ora sono una maestra di scuola primaria con la passione del digitale.
Se non faccio differenze se tra giochi da maschi o da femmine.
Se guardo al mondo dei videogiochi e dell’ innovazione digitale in generale sempre con grande curiosità e mai con sospetto!


#101

Da piccolo ho passato tantissimi pomeriggi a costruire castelli Lego.
In realtà erano la scusa per inventare ogni volta una nuova storia, fatta di re, cavalieri, arcieri, principesse e tanti colpi di scena!


#102

Ho pensato a lungo a quale oggetto avesse influenzato il mio modo di imparare e pensare. Non ho trovato una sola risposta ma almeno tre oggetti sono stati per me importanti.
Il primo è un cavallo a dondolo. Lo utilizzavo salendo in groppa e cercando di rimanere in equilibrio. Mi esercitavo per ore e ore. Il mio sogno era di fare la trapezista in un circo quindi avevo pensato che un buon mezzo per entrare nel mondo dello spettacolo circense fosse fare acrobazie sul cavallo.
L’altro oggetto è il libro “Pippi calzelunghe”: lo adoravo, credo di averlo letto almeno dieci volte.
L’ultimo oggetto non è un oggetto, ma sono stati i miei gatti. Sono cresciuta con tanti gatti dal momento che avevamo molto spazio. Sono stati i miei veri amici.
Sono certa che questi tre miei “giochi” d’infanzia siano accomunati dalla stessa caratteristica: il desiderio di essere libera e di decidere della mia vita. Come Pippi, come i miei gatti e come una girovaga del circo, ho sempre desiderato la libertà, in tutte le sue espressioni.