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[Attività 1] Oggetti dell'infanzia


#43

Quello che ha movimentato la mia infanzia sono stati legnetti, foglie, pigne, bacche, il bosco dove ho vissuto, in Umbria. Costruivamo città o giocavamo al ristorante, ci permetteva di giocare all’infinito e di inventare nuovi giochi.
my objects


#44

A me non vengono in mente degli oggetti. Pensando a me bambina, intenta a ragionare su qualcosa con passione, quasi persa e innamorata come Papert coi suoi ingranaggi, mi vengono subito in mente le osservazioni sulle formiche e sui gatti. Potevo stare ore (o almeno così mi sembra di ricordare) a guardarli silenziosa, cercando di capire come interagivano fra loro, quali erano le regole, le “intenzioni”, gli scopi. Soprattutto i gatti me li aveva fatti conoscere mio padre, perché lui ne è sempre stato affascinato. Però mio padre mi ha anche fatto conoscere i computer e il basic, senza successo! Magari se avesse usato Scratch sarebbe andata in modo diverso :wink:
Comunque, osservare e cercare di comprendere le relazioni è una mia passione sin da piccola e penso mi abbia molto influenzato nell’apprendimento perché è in base a come vedo le relazioni (tra animali, persone, fatti, fenomeni) che do significato alla realtà.
I miei erano anche insegnanti di matematica e gli arrivavano a casa tutti i mesi dei “Quaderni di matematica”. Non mi hanno mai detto di studiarli, ma io li leggevo e facevo gli esercizi che c’erano dentro per mio piacere personale.


#45

Senz’altro il momento più bello per giocare era il tempo trascorso in montagna.

Da piccolo, mentre accompagnavo mia madre nella ricerca di funghi, arco e frecce erano ottimi compagni di gioco!
La concentrazione, la sfida nel colpire il bersaglio, il gusto di immaginarsi cacciatori in appostamento, rendevano il gioco molto affascinante.
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#46

Seconda metà degli anni '60, due giochi di costruzioni, su tutti: il Meccano, purtroppo una scatola piccola, ma le finanze erano scarse, in casa mia :slight_smile:

e il Plastic City, clone “low cost” italiano del Lego:

Ma anche, nei primi anni 70, i soldatini e i diorami della Atlantic.

Mettevo spesso insieme costruzioni, meccano e soldatini…


#47

volentieri, ho aggiunto la mia. grazie per l’invito
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#48

Le costruzioni e i chiodini erano il mio gioco preferito :star_struck:


#49

Di recente, anche grazie a mia madre, ho scoperto l’oggetto della mia infanzia che più mi ha interessato: le scatole!

Mi dava le scatole vuote delle calze e passavo minuti interi ad aprirle e chiuderle, completamente immerso in quell’operazione. Sono convinto che questo abbia contribuito molto allo sviluppo della mia curiosità per il funzionamento delle cose.

Non ho trovato belle immagini di scatoline di calze ma in compenso ne ho trovate tantissime altre che hanno fatto parte dei miei giochi, ad esempio queste che contenevano le sorprese Mulino Bianco.

scatole


#50

Anche il mio oggetto preferito erano le scatole!
E l’ho scoperto grazie al Padlet di @cyberparra :smiley:


#51

Se penso alla mia infanzia mi viene in menteil coloredo,tanti chiodini colorati con i quali “disegnavo” quadri di ogni genere


#52

La mia passione erano i ritagli di tessuto che ricevevo in dono dalla zia che faceva la sarta con grande passione. Non so se ero attirata dai ritagli che mi consentivano di creare i vestiti per le mie bambole o dal fatto che il riciclo mi consentiva di esprimermi creativamente, oppure dalla passione per il lavoro che trasmetteva la zia.
Tuttora sono attratta da materiali e oggetti che possono essere “usati e reinterpretati”. Nel mio lavoro di docente fatico ad utilizzare integralmente materiali prodotti da altri (ma anche quelli che io ho prodotto in passato): devo personalizzare, devo sentirmi “dentro” alle cose e alle situazioni. E questo, a volte - ahimè! - mi complica la vita.


#53

FERRI VECCHI Quando ero piccola, passavo molti pomeriggi dalla mia nonna. Lì con mio cugino e coetaneo trascorrevamo giornate eccezionali a giocare nel boschetto dietro casa, a trasformare il divano in casette in Canadà e un porta lavori di ricamo in buca delle lettere. Ma mia nonna aveva vissuto la guerra ed era eccezionale su tanti fronti, su altri una donna con le idee chiare: io ero femmina e mio cugino era un maschio. Quindi un bel giorno tira fuori una vecchia radio scassata e la regala a mio cugino dicendogli che può provare ad aggiustarla. Ma lo potrà fare solo a casa sua. Mi brillano gli occhi per l’invidia. Vedendo che per me non c’è niente le chiedo: Nonna… e io? Silenzio… allora incalzo: Nonna, anche io voglio provare ad aggiustare qualcosa. Lei tace e se ne va bofonchiando. Qualche giorno dopo mi fa trovare un vecchio ferro da stiro e un cacciavite e,ridendo, mi dice: Adesso prova anche tu ad aggiustarlo.
Credo di aver passato ore col ferro da stiro, armata di cacciavite, a svitare delle vitine e provare a spostare dei fili. Non sono riuscita ad aggiustarlo, ovviamente, ma mi ha dato ore incredibili e la gioia di giocarmi in un terreno maschile.
Credo che abbia influenzato il mio modo di pensare dandomi il desiderio di giocarmi e di non fermarmi all’esito più evidente (aggiustarlo) ma godendo dei passaggi: lo svitare alcune mini vitine e provare a spostare dei fili. Credo che quel ferro da stiro abbia influenzato anche il mio modo di imparare mostrandomi che se chiedi a volte cambi il “finale della storia”.L’oggetto della mia infanzia è quindi un ferro da stiro e un cacciavite di cui però, purtroppo, non possiedo la fotografia.


#54

Avete visto come si sta popolando la Galleria Oggetti Influenti? Io il mio l’ho messo, anzi credo ne metterò un altro :slight_smile:


#55

Io ho due oggetti preferiti: si tratta di un martello che mi aveva costruito mio nonno, un piccolo e leggero martello tutto fatto di legno, con una leggera lastra di acciaio alle estremità e una morsa su un banchetto da lavoro che era riservato a me. Quando il nonno andava alla sua “casetta” degli hobby per me era un momento magico: c’erano legni da martellare, inchiodare, dipingere…


#56

Il mio oggetto dell’infanzia é sicuramente il Lego. Ne possedevo talmente tanti pezzi da doverli contenere in scatoloni. Ore e ore trascorse a costruire di tutto in modo libero o seguendo i libretti delle istruzioni. Sono sicura che la mia creatività abbia avuto una grande spinta nel giocare con questi mitici mattoncini colorati!

https://goo.gl/images/CGLLVn


#57

Guardando il Padlet degli oggetti influenti e leggendo le vostre descrizioni degli oggetti d’infanzia, sto iniziando a riflettere sui giochi per bambini. Quanti oggetti che a noi adulti sembrano “non giochi” sono in realtà gli elementi che più lasciano libera la fantasia e la creatività dei bambini: scatole, foglie, legni, tessuti, pigne, oggetti da smontare. A volte ci dimentichiamo di cose banali: siamo stati tutti bambini ma utilizziamo molti super_giochi_super_strutturati per figli/studenti. I giochi d’Infanzia della nostra Community sono per me già fonte di ispirazione e uno stimolo alla riflessione. Grazie “apprenditori” creativi :slight_smile:


#58

Il saldatore a stagno di mio padre, appassionato di elettronica. Ricordo il fumo che si alzava dai circuiti e l’odore acre. Realizzavamo piccoli circuiti che si rivelavano giochi e apparecchi creativi che nessun altro aveva. Sensori di rumore per accendere e spegnere la luce in camera, la prima radio e tanti altri


#59

Giochi diversi - appena posso, carico le immagini sul Padlet
LeGo in primis, passione trasmessa a mio figlio (un po’ sprecata per l’aggiunta di troppe scatole di oggetti da costruire con le istruzioni)
Soldatini, con i quali facevo battaglie interminabili tra cuscini e coperte (anche da sola…)
Biglie di vetro: il tappeto anni ‘70 era una pista perfetta (varianti: monetine, tappi corona - che però facevano un po’ male alle dita!)
Freccette, complice una parete di legno rivestita di moquette, dove non si notavano i danni…
e poi legnetti, assicelle, chiodini (veri!), sassi.
Insomma, chi aveva tempo per studiare??


#60

Non ho letto tutti i post, ma, sbaglio, o qui NESSUNO ha citato il calcio?
Ci sarà un perchè?


#61

Anch’io mi comprai il commodore con le casette , avevo 15 anni (sono più vecchietta, '68) e programmai insieme a mio cugino più piccolo una rubrica in basic. Ci sembrava di aver fatto un programma spaziale.


#62

Sono cresciuta grazie alle storie che mi venivano raccontate intorno al fuoco da mia mamma, poi quando magicamente la lettura per me non aveva più segreti mi piaceva circondarmi di libri.
Un oggetto della mia infanzia: i libri di narrativa!