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[Attività 1] Oggetti dell'infanzia


#22

L’oggetto della mia infanzia è la matita. Quando ancora non sapevo scrivere, la usavo per disegnare un mio mondo personale, il mio paese dei disegni, all’interno del quale vivevo avventure straordinarie che narravo mentre le rappresentavo con immagini. Avevo una formula magica che pronunciavo per entrare nel mio paese dei disegni, un’altra per uscirne. Non so esplicitare il modo in cui questa attività abbia influenzato le mie modalità di apprendimento, so che per me i mondi e le vicende che inventavo mentre la matita disegnava erano vivi, reali, emozionanti.


#23

Uno dei primi ricordi della mia infanzia si rifà ai numeri di pagina che andavo a cercare su ogni rivista che mi capitava sotto le mani. Ero piccola, tre o quattro anni, ma il ricordo è nitido. Un altro ricordo riguarda i numeri civici che osservavo mentre mio padre guidava. Certo, non sono proprio giochi, ma da lì credo sia partito tutto


Galleria Oggetti Influenti
#24

La passione per i puzzle è iniziata da bambina ma l’ho coltivata in modo particolare nel periodo adolescenziale. Tutti si davano per vinti quando non riuscivano a trovare qualche pezzo ma io no. La sfida consisteva nel cercare sempre strategie diverse per completare i vari puzzle: mai mollare cercando piuttosto il modo per trovare ciò che mi serviva nel minor tempo possibile.


#25

per me era una cosa simile; una Lente d’Ingrandimento “tascabile”.
era como portare en tasca un strumento magico con cui poteva scoprire una realtà nascota

e anche fare fuoco con un po di sole, certo. :- )


#26

i libri sono stati tra gli Oggetti più influenti della mia infanzia. In particolare questo che conservo ancora e che mi venne regalato in 5a elementare, ha influenzato / sviluppato la mia passione per la Storia che ancora persiste e si rafforza :wink:


#27

All’inizio ero un po’ in difficoltà perché non mi veniva in mente nulla. Poi, lentamente, hanno cominciato ad affiorare chiodini, costruzioni di legno, proiettori di filmini, scatole multicolori di mattoncini Lego, il meccano, le carte di Munari, IL TELESCOPIO… E quindi mi sono ritrovato indeciso su cosa scegliere. Poi, leggendo Papert e gli ingranaggi della sua infanzia, mi sono ricordato di una cosa che assomigliava tanto a quello che lui dice dei computer: i bastoni di legno che trovavo ogni volta che scendevo a giocare con gli amici del paese per strada. Un bastone di legno era un oggetto semplice e trascurabile, ma quando veniva riempito della nostra fantasia diventava un arco, uno scettro, un fucile, una canna da pesca, una penna per tracciare disegni sul terreno, il manubrio di una moto… E allora svuotiamo il computer di quello che ci hanno messo gli altri e riempiamolo con la nostra immaginazione!
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#28

Fantastico @cyberparra ! Che mi hai ricordato…


#30

Passavo le ore a giocare con i lego, in particolare realizzavo case che posizionavo sulla televisione e lasciavo lì per giorni. Ancora ricordo l’emozione che provai quando mi regalarono porte e finestre.


#31

Il mio e molto semplice. una Lente d’Ingrandimento tascabile, regalo da mio padre.

la portavo en tasca, a qualsiasi posto andavo, en giardino o a camera mia, poteva scoprire nuovi mondi, cose che erano vicine, ma che miei occhi non potevamo vedere.


#32

Questa attività mi ha fatto fare un bel giro nel passato. Oggetti e giochi ce ne sono stati molti: bicicletta per correre libera, Barbie da vestire e pettinare, Cluedo per sentire il brivido del mistero e Monopoli per giocare ore ed ore con i miei amici. Ogni oggetto mi ha dato qualcosa ma, riflettendo, sento che il mio modo di pensare ed imparare sia molto simile al modo che avevo quando andavo in bicicletta: correvo alla ricerca di cose nuove, curiosa e felice di sentire sole e vento.
Oggi non vado più in bicicletta, però ho sempre voglia di sentire il sole ed il vento e di conoscere cose nuove.

La mia bici era come questa ma rossa (avevo rifiutato quelle rosa con il cestino da bambina, forse perché i miei amici erano tutti maschi o forse perché questo modello andava più veloce :rofl:)
bici


#33

Commodore64
Il mitico Commodore 64 portato in dono da Santa Lucia quando avevo 7 anni. Mi ricordo i primi giochi (re Artù, Donkey Kong) e la mia pazienza mentre attendevo che il lettore di cassette leggesse il nastro prima di poter giocare, spesso imprecando perchè a volte si bloccava proprio alla fine!!!


#34

Ho ancora dei ricordi di quando ero molto piccolo. So che avevo una certa abilità a smontare i regali e che mi ero appassionato ad un kit meccano. Ero molto piccolo e non so che fine abbia fatto. Ho cercato in rete qualcosa che ci assomigliasse.


#35

Grazie mille!


#36

Alla scuola dell’infanzia ho giocato tantissimo con i chiodini, questo gioco è un po’ il nonno della pixel art. Nella bella stagione amavo i giochi all’aria aperta. Quando frequentavo la scuola elementare adoravo fare cornicette. Prendevo spunto dagli album della collana “Roselline”. Un po’ più grandicella mi divertivo a ricamare: punto croce, silk ribbon, mezzopunto.


#37

Ciao @calip, se ti va aggiungi l’immagine del tuo oggetto nella [Galleria Oggetti Influenti] :smile: https://padlet.com/xodead/LCL17Ita1)


#38

Ciao @AngeloO , se ti va aggiungi l’immagine del tuo oggetto nella [Galleria Oggetti Influenti] :smile: https://padlet.com/xodead/LCL17Ita1)


#39

Ciao @MarcoArdesi se ti va aggiungi l’immagine del tuo oggetto nella [Galleria Oggetti Influenti] :smile: https://padlet.com/xodead/LCL17Ita1)


#40

Il primo pensiero ha portato ad un nulla totale… col passare dei minuti mi è venuto in mente lui, il mio albero! Era un albero di poco valore che avevo nel giardino dei miei genitori su cui mi arrampicavo, ciondolavo, giocavo con l’altalena appesa! Lì ero nel mio mondo, mi sentivo sicura e me stessa!


#41

Soldatini Airfix scala 1:32. Battaglie mitiche con fratello e amici per ore. Fortificazioni costruite con Lego e con costruzioni in legno. Pistolette a tappi trasformate in cannoni da campagna. Poi la cosa cresceva di continuo: movimento con il righello dell’astuccio di scuola. regolamento che diventava ogni partita più complesso, piano di gioco un grande tappeto verde di mia madre (che non gradiva troppo l’uso bellico). Alla fine ricordo che passavamo più tempo nell’allestimento del campo di battaglia, inventandoci edifici e strutture complicatissime, che nell’azione vera e propria.
L’aspetto “formativo” è stato scoprire che “un gioco tira l’altro” e che anche la guerra con i soldatini può diventare un’attività di tinkering.


#42

Da bambina adoravo fare i puzzle, tanti piccoli tasselli che incastrati l’uno nell’altro creavano un tutt’uno meraviglioso. Nella mia vita sono molto organizzata e faccio molte cose che si incastrano tra loro per creare il quadro della mia vita…