LCL

[Attività 1] Oggetti dell'infanzia


#225

Ciao a tutti sono felice di condividere questa attività. L’oggetto influente penso siano state le innumerevoli scatole di pastelli che ho usato!


#226

Anche se non proprio dell’infanzia, la prima cosa che effettivamente a totalizzato la mia attenzione e sicuramente influito sul mio apprendimento sono i libri.
Almeno una volta a settimana mi recavo nella biblioteca comunale vicino casa, passando in rassegna tutti i libri del battello a vapore. La scrittura è diventata la mia principale forma di espressione


#227



Penso che mi abbiano trasmesso gusto estetico, curiosità e rigore, fantasia e conoscenza
Cinzia


#228

Quando penso alla mia infanzia mi viene in mente la “stanza vuota”: una stanza della mia casa che non era stata ancora arredata e in cui io, mio fratello e le mie amiche potevamo giocare liberamente, ballare, saltare, costruire, fingere di essere maestre a scuola o infermiere in un ospedale. Cambiavamo la disposizione delle sedie o degli oggetti a disposizione a seconda dell’occorrenza. Potevamo anche scrivere sui muri senza problemi!!! I muri erano la nostra lavagna.


#229

Il mio giocattolo preferito era un orsacchiotto di pezza che mettevo nella carrozzina al posto della bambola (facendo inorridire le amiche di mia madre). Ancora oggi preferisco i cartoni con animali parlanti a quelli con umanoidi.


#230

index

e’ stato un gioco speciale perchè mi divertiva tantissimo e non mi stancava mai e poi accendeva la mia fantasia .Mi dava la possibilità di realizzare immagini che davano il via alla creazione di storie.
it was a special game because I enjoyed it a lot and never tired me and then it ignited my fantasy. It gave me the opportunity to create images that started the way to creating stories.


#231

Non entravano molti giocattoli in casa mia quando ero bambina. Ero quarta dopo tre maschi che avevano imparato a costruirsi con il cartone: macchine, aeroplani, elicotteri, carrarmati ed altri mezzi pesanti… È stato del tutto naturale per me costruire mezzi, scenari di guerra per poi giocare con i soldatini prendendo la mira con il tappo della bic.
Con altri materiali :Con le coperte e le sedie costruivamo sommergibili, castelli e navi e quant’altro suggeriva la nostra fantasia dove noi diventavano i protagonisti e c’eravamo le nostre avventure.
L’Oggetto che mi ha interessato e influenzato è stato il materiale di recupero, principalmente cartone ma non disegnavo polistirolo, plastica ed altro.
Questo materiale aveva di speciale che poteva essere trasformato in qualcosa di nuovo che mi serviva. In che modo ha condizionato il vostro modo di pensare e imparare? Grazie a questa domanda mi sono resa conto che il mio insegnare, costruire con i miei alunni e con i miei figli vulcani, torte di pasta di sale con circuiti con le luci led come candeline… Ecc
E continuare a desiderare nuove mete… Robot immaginati e creati dalla meccanica alla programmazione… Ed incontrare comunità creative come questa…Non sia un caso… Insomma credo che la creatività sia stata il filo conduttore della mia vita


#232

Difficile scegliere; lego, chiodini, autopista elettrica a casa, per non parlare delle partite a briscola con il nonno, le corse in collina, le passeggiate in montagna. Sono stato fortunato ed ho avuto molti stimoli. Se però devo sceglierne uno direi la mia mitica “saltafoss” la bici da cross con cui ho imparato i primi rudimenti della meccanica.


#233

E’ difficile dimenticare il mio primo kit a punto croce, un “orrendo” struzzo a fondo blu intenso; apparentemente un modo subdolo per ricordarmi, erano gli anni '70, che le donne non potevano giocare con i trenini o i fucili,ma starsene in un angolo a ricamare il corredo. Eppure quel kit tradito la sua funzione: mi ha fatto scoprire il mondo dei pixel, 30 anni prima che si parlasse di pixel; ha gettato in me le basi del coding unplugged e ha sviluppato la mia creatività. dopo quasi 40 anni ancora “crocetto” e mi perdo nel mondo simile a Minecraft.


#234

Da piccola ero appassionata di figurine: adoravo scambiarle, ma soprattutto ordinarle maniacalmente seguendo criteri sempre diversi. Mi piacevano soprattutto i doppioni perché si prestavano a continui cambi di selezione. Credo che da quella passione abbia appreso un certo ordine mentale e la passione per le seriazioni anche se, in realtà, sono una frana in matematica e in geometria. figurine


#235

Da bambina il mio gioco preferito erano le Barbie: ci giocavo tantissime ore inventando storie, creando vestiti con scarti di stoffa e nuovi personaggi con oggetti vari trovati in giro per casa o in giardino. A scuola invece, con i compagni, adoravo inventare missioni segrete alla ricerca di tesori, come insetti, sassi, foglie, costruire fortini con quello che c’era a disposizione, immaginando super poteri che ci permettessero di superare ogni barriera e di esplorare mondi fantastici.
Una delle cose fondamentali per me era proprio questa alternanza tra momento sociale e momento privato. Infatti è verissimo che la collaborazione con gli altri permette di ribaltare il proprio punto di vista e risolvere problemi con un’altra prospettiva, ma ogni tanto si necessita di un momento pacifico di riflessione personale, dove gli stimoli esterni sono limitati e si può far viaggiare liberamente la propria mente.


#236

Leggendo il saggio di Papert mi ha fatto tornare in mente un gioco che avevo da bambina in spiaggia: la clessidra con doppio ingranaggio. Mettevo la sabbia nell’imbuto e scendendo azionava il primo ingranaggio e poi, a cascata, il secondo. Passavo le ore affascinata, era come ipnotico. Questa curiosità mi è sempre rimasta, e mi aiuta in tutte le cose.
Esempio di clessidra giocattolo: https://images-na.ssl-images-amazon.com/images/I/61VdBybqvsL.SY587.jpg


#237

Amavo soprattutto i giochi all’aria aperta. Terminavo velocemente i compiti e poi fuori a giocare. La mia prima bicicletta: questo è l’oggetto che ricordo della mia infanzia!


#238

da piccolo ero affascinato dagli oggetti e dalle macchine.
Andavo a cercare nei cassetti di mia madre bottoni, fili, matite, scatoline vuote con cui fabbricavo i miei giochi, marchingegni, attrezzi.
Poi mi sono appassionato alla costruzione di modellini di aerei e mezzi militari perché all’epoca si giocava molto alle battaglie con i soldatini di plastica.
Quello che non potevo realizzare lo disegnavo: macchine, aerei…
tra i sogni c’erano i computer che vedevo nei film: grandi armadioni con luci e bobine roteanti.
quando uscì il vic20 e poi il C64 si aprì un mondo di potenzialità che da allora mi incanta ancora.
Vedere negli oggetti comuni altri utilizzi, immaginare di trasformarli in altre cose forse ha messo le basi per il mio percorso di architetto e insegnante


#239

quando io avevo sei anni ho ricevuto uno dei miei giochi preferiti erano i “chiodini” della Quercetti, li ho ricevuti in regalo alla fine della prima elementare.
Ho trascorso pomeriggi memorabili con i “chiodini” a fare e disfare disegni, prima seguendo i modelli, poi creando immagini. Mi piaceva anche molto giocare con le costruzioni Lego .Usavo i mattoncini sia per costruire oggetti che in modo diverso…immaginavo che ogni singolo mattoncino fosse un personaggio…i mattoncini più grandi erano di solito mamme e papà e i mattoncini piccoli erano sempre i figli
Così quando ero sola con pochi mattoncini inventavo storie fantastiche.
Non mi annoiavo mai anche perchè alternavo questi momenti a movimentati giochi in cortile o sui marciapiedi del mio quartiere insieme ai miei amici di allora.
when I was six years old I received one of my favorite games were the “chiodini

” of Quercetti, I received them as a gift at the end of the first grade.
I spent memorable afternoons with the “chiodini” to make and unpick drawings, first following the models, then creating images. I also really liked playing with Lego constructions. I used bricks to build objects and in a different way … I imagined that every single brick was a character … the biggest bricks were usually mothers and fathers and small bricks they were always the children
So when I was alone with a few bricks, I invented fantastic stories.
I never got bored because I alternated these moments with lively games in the yard or on the sidewalks of my neighborhood with my friends of the time.


#240

fu il mio regalo quando finii la prima elementare! Fantastici …ne ricordo ancora il profumo!


#241

Bellissimo ricordo, giocavamo a vincere biglie … e a casa contivuavo ad allenarmi con la mira al “cicco” al volo.
…e poi saro’ anche impopolare ma …


…tirando ai barattoli.
Era speciale la sensazione che un oggetto cosi semplice nelle mie mani, potesse diventare cosi preciso e che con l’allenaemento potessi continuare a migliorare. Oserei dire che ha agito sulla mia autostima. Ed ho imparato ad amare un oggetto per quello che rappresenta per me… anche il fatto di averlo costruito da un ramo, credo conta