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[Attività 1] Oggetti dell'infanzia


#205

Il mio oggetto dell’infanzia è sicuramente il meccano. Mi ricordo che la mia passione era stringere viti e dadi. Era un gioco che non si esauriva in un’unica soluzione…era aperto a mille possibilità e la direzione veniva data essenzialmente dalla mia creatività. Lo ebbi in regalo per Natale da mio padre che spesso giocava con me nel vero senso della parola. Non era lì con me per rendermi felice facendo qualcosa di infantile, lui era lì con il suo spirito fanciullesco divertito da ciò che creava insieme a me. Con il tempo la passione per il meccano si è andata trasformando in attività sempre più complesse, così come quando a 15 anni ebbi la mia Vespa…per me smontare tutti i componenti del motore era un’attività bellissima…l’avrò ripetuta più e più volte anche quando lo smontaggio non era motivato da alcun reale bisogno di riparazione. Lo smontaggio e il rimontaggio era il vero fine di tutto. Ormai adulto conservo la passione di smontare oggetti e forse anche il piacere di tenere in ordine la mia cassetta degli attrezzi e le scatoline con le viti e dadi più disparati. Ho cercato a lungo il mio meccano ma non l’ho più ritrovato! Ho subito vari traslochi nel corso della mia vita e forse in uno di questi mia madre avrà deciso di regalare il mio amato meccano senza interpellarmi credendo di avere ormai un figlio adulto e interessato a cose più complesse…ha sicuramente sbagliato in questo!!! Ci giocherei ancora volentieri…soprattutto ora che sono in attesa di una bambina, glielo avrei riproposto volentieri! Ho cercato su internet e il meccano è molto cambiato da quella versione che avevo. Su ebay esistono degli utenti che vendono a caro prezzo i singoli pezzi di un tempo… un giorno, mentre ero alla ricerca di mattoncini in terracotta Teifoc utili alla costruzione a scuola di un plastico, mi sono imbattuto in una ditta tedesca che produce un qualcosa molto simile al Meccano di un tempo .
Posto qui il link per chiunque ne avesse bisogno http://www.eitechtoys.com


#206

Non ricordo un oggetto particolare. Mi piacevano diversi giochi: le bambole, le biglie, il commodore 64, la bici ecc…


#207

Il gioco che più mi appassionava era la costruzione di oggetti attraverso l’utilizzo dei mattoncini LEGO. Oltre a costruire e ricostruire case, il mio gioco preferito era la corsa delle auto: insieme a mio fratello realizzavamo dei piccoli bodili che poi mandavamo a sbattare uno contro l’altro in uno scontro frontale. Appena le auto si distruggevano, le rifacevamo di nuovo, senza mai stancarci e sempre più belle e particolareggiate. Peccato non avere uno foto, non è come oggi che con i nostri smartphon immortaliamo di tutto. Giocavamo interi pomeriggi aspettando che mia madre tornasse da lavoro. Che bei ricordi mi avete fatto rivivere!


#208

Da piccola ho trascorso molti pomeriggi per strada a giocare a pallone con chiunque ne avesse uno a portata di mano e non importava che tipo di gioco si faceva l’importante era giocare! ma l’ oggetto che ho amato di più è stata la mia bicicletta Graziella bianca, mi faceva sentire libera! Oggi il mezzo con cui mi sposto nella mia isola è proprio una bicicletta!


#209

Il mio oggetto preferito era l’acqua. Grazie all’acqua ho imparato a giocare, osservare, discriminare, riflettere, scegliere, dedurre, studiare l’origine dei fenomeni, raccontare i fatti, immaginare attraverso il reale, distinguere lo strumento dal fine e la sostanza dalla materia, divertirmi in assoluto silenzio e con serietà.
Che cosa ho studiato da adulta? Filosofia teoretica :slight_smile:


#210

Il mio oggetto è senza dubbio il Mattoncino Lego. Lo rendeva speciale il fatto che potessi costruire paesaggi che sognavo, in quel modo diventavano reali. Mi ha talmente influenzato che li uso ancora oggi per il mio lavoro di formatore, convinto che il “fare” sia il miglior modo per imparare.


#211

Devo ammettere che non è stato facile tornare indietro nel tempo e ricordare i giochi della mia infanzia, ma dopo uno sforzo iniziale sono tornate alla mente tante cose che credevo aver dimenticato!!! Emozionante!!!
Un gioco che mi piaceva molto erano i CHIODINI e i PUZZLE (mia madre dice che ne avevo tantissimi!). Poi ricordo “L’allegro chirurgo” (estrarre i pezzettini senza toccare il bordo, altrimenti suonava).
I puzzle sono rimasti i miei preferiti, li faccio tutt’ora, enormi e con pezzetti minuscoli.
Credo che questo gioco mi abbia trasmesso la pazienza, la tecnica, la precisione, l’ordine, il controllo; qualità che ancora oggi mi contraddistinguono come adulto.


#212

Quando ero piccola amavo giocare con il lego e fare tantissimi costruzioni. Mi piaceva in particolare costruire la casa con i diversi ambienti.
Un altro gioco era il coloredo, con chidini colorati amavo comporre figure diverse


#213

libro_del_mare.Questo libro mi è stato regalato da piccolo e rappresenta per me un forte legame con la mia infanzia. Ha delle affascinanti illustrazioni che all’epoca mi ipnotizzavano e mi facevano immaginare di avrei potuto in prima persona un giorno, osservare quei fantastici scenari sottomarini.


#214

Gli oggetti legati alla mia infanzia sono di sicuro fogli penne e timbri che si trovavano nella stanza dell’ufficio di mia madre, oltre alla macchina da scrivere, alla carta carbone e quanto altro lì a disposizione nei lunghi pomeriggi in cui aspettavo che lei terminasse di lavorare ed io giocavo a scrivere documenti importantissimi che sottoscrivevo datavo e siglavo.


#215

Anche a me piaceva scrivere a macchina e timbrare!
Poi scrivevo anche documenti a mano, rigorosamente in corsivo (perché lo stampatello maiuscolo non è da grandi). In realtà questo lo facevo prima ancora di andare a scuola, quindi era una scrittura di fantasia con le “e” e le “l” a testa in giù. La lettera che più mi piaceva imitare era la “m”.


#216

Gli oggetti che hanno accompagnato la mia infanzia sono colla e cartoncino. Mio padre li utilizzava in continuo per creare oggetti, per passione faceva il vetrinista. E questa sua creatività “semplice” ha influenzato notevolmente il mio mondo. Tutt’oggi, che lavoro a scuola come insegnante, mi piace creare con oggetti di uso comune.


#217

La scatola di pastelli colorati che mi portavo ovunque. Sempre a disposizione per scrivere e disegnare!


#218

Il primo oggetto della mia infanzia che mi viene in mente è una bilancia a due piatti che si sono costruita da sola utilizzando dei coperchi di lucido per scarpe, filo di spago e fil di ferro.
Con un chiodo ho praticato 3 fori nei due coperchi . Ho fatto entrare nei fori il filo di spago al quale ho fatto dei nodi perchè non uscisse dai buchi. La parte lunga del filo, raccolta ad unico filo l’ho legata all’estremità di una asticina di legno. Al centro dell’asticina ho legato in fil di ferro. La mia bilancia era pronta. Ci giocavo con mio cugino.


#219

Un oggetto della mia infanzia è una cartella verde (simile a quella in foto) regalatami da mia zia. All’interno conservavo vecchi cruciverba che distribuivo a terra nel soggiorno fingendo che ad ogni mattonella corrispondesse un banco di scuola. Passavo ore a imitare le mie insegnanti.

(https://i.pinimg.com/originals/08/17/d0/0817d06cea08021c9c20f636f1e7308f.jpg)


#220

Ah, che belle immagini! Questi sono tutti giochi della mia infanzia. Giocare in strada o nei cortile non c’era differenza: dipendeva dal gioco e dal numero dei partecipanti. In aggiunta, anche l’orario era “ampio”: di mattina, di pomeriggio e d’estate anche di sera, addirittura fino alle 22:00/23:00. Non c’erano problemi perché gli adulti - genitori, parenti, vicini di casa - erano presenti, seppur impegnati in “scambi di chiacchiere”.
Ora i bambini non giocano più perché è arrivata la “tecnologia”? (domanda lecita perché tecnologia fa rima con diavoleria!)
No, per me non è così. Sono certa che, se i bambini di oggi avessero le possibilità/opportunità di un tempo, sarebbero felici di sfruttarle. E sarebbero anche più felici e soprattutto sereni.
Purtroppo per loro, noi adulti non glielo consentiamo. E indagare le cause di tale diniego, comporterebbe… troppa fatica… troppe rinunce…
Grazie per avermi “riattivato” la memoria dell’infanzia.


#221

Una valigetta con tanta minuteria e tanti ricordi: la corda; piccole matite, carte napoletane, il gioco della dama, … ; le costruzioni in legno; una piccola cassaforte con combinazione per conservare gli oggetti più preziosi: conchiglie e pietre, le 5 pietre, custodite in un sacchetto per avere un gioco sempre a portata di mano. Questi oggetti, in formati ridotti, erano spesso presenti nelle mie borse, e sono questi gli oggetti che hanno caratterizzato la mia infanzia e adolescenza, oltre alle arrampicate sugli alberi, i castelli di sabbia e i tanti giochi all’aperto praticati soprattutto in estate.


#222

Mi sono ritrovata in molti ricordi di partecipanti di questo forum, anch’io da piccolissima ho giocato con chiodini e bambole, ma il gioco che ho amato davvero erano “le montagnette”.
Si trattava di mucchi di terra che erano stati scaricati in un campo vicino casa mia. Ci andavo sempre con la mia migliore amica di allora, Manuela.
Ad essere onesta non ricordo bene cosa facessimo lì, credo che avessimo progettato la funzione di alcuni spazi e l’attività preferita era inventare storie.
Se penso alle montagnette mi pervade una grande sensazione di distensione e libertà (eravamo lontane dai genitori), ricordo il sole e i tramonti (rimanevamo fuori fino a tardi, nessun pericolo allora) e la mente vagava tra storie e speculazioni.
In seguito le “montagnette” furono sostituite dal “castello”, casa in costruzione mai finita, più oscuro e pericoloso, dal quale in un tramonto indimenticabile riuscii ad osservare le macchie solari…non so come!
Questo penso sia qualcosa che manca oggi ai bimbi: libertà di sperimentarsi lontani dagli adulti, libertà di divagare con la mente, effettuare libere associazioni, raccontarsi storie.


#223

Non abito più nella città dove ho trascorso la mia infanzia e la mia adolescenza e non ho portato con me gli innumerevoli oggetti che hanno influenzato la mia personalità, tranne uno ovvero “la casa delle bambole”, una casa in legno che ho assemblato e decorato da sola.
Ho avuto la fortuna di stare parecchio a contatto con la natura, di essere stata una bambina serena, curiosa e amante del gioco, ho sperimentato tanti oggetti da quelli costruiti con legni e foglie ai giochi da tavolo, alle collezioni di lego, bambole di carta con i vestiti in cartoncino vellutato, ai chiodini, i colori a tempera, il das, parola d’ordine “impara l’arte e mettila da parte” per cui più sperimentavo più imparavo.
La casa delle bambole è stata sicuramente “galeotta” e in parte rispecchia quello che sono forse sentivo di essere e che poi sono diventata ovvero un architetto. Non era l’oggetto finito ad affascinarmi ma la costruzione dello stesso e la passione dello sperimentare.
Oggi sono una donna matura ma non lontano dalla ragazza di una volta, continuo a giocare ed ad appassionarmi allo stesso modo sia nel mio lavoro che nel mio tempo libero, a volte ho pensato di essere una sorta di Peter Pan, ma se guardo i miei alunni divertirsi a costruire jostick improvvisati, a far suonare frutta o caramelle gommose, o se osservo i loro occhi carichi di aspettativa per l’attività che andremo a svolgere, la mattina appena entro in classe, beh allora penso di essere fortunata ad essere diventata quella che sono.


#224

Ciao a tutti!
I due oggetti più importanti della mia infanzia sono: i peluche, soprattutto animali di ogni genere e dimensione, che riempivano ogni angolo della mia cameretta e con i quali mi divertivo a inventare tantissime storie; la mia più grande passione, i libri, che riuscivano (e riescono ancora oggi) ad affascinarmi, rapirmi e portarmi in un mondo tutto nuovo.
Credo che entrambi abbiano influito fortemente nella fantasia e nella creatività, nell’amore per la scrittura e per la lettura.