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[Attività 1] Oggetti dell'infanzia


#183

Il mio gioco preferito erano le biglie, giocavo tutto il giorno per strada con amici e quando tornavo a casa continuavo :joy:
Momenti spensierati e indimenticabilibiglie-spiaggia


#184

Se ho capito giusto nel forum in inglese sembra che in America avessero delle specie di chiodini luminosi, c’erano anche in Italia? Io non li ho mai visti…


#185

Ecco Otto & Occhio Fubbo il mio peluche preferito e quello di mia sorella
Non credo che Otto mi abbia insegnato niente di scientifico ma ha ascoltato praticamente ogni mio pensiero logico e illogico e mi ha sostenuto in tanti piccoli momenti di difficoltà.
Questa domenica ho parlato con mia sorella del suo orso e mi ha detto spontaneamente che non ci ha mai visto niente di sbagliato, certo ha notato che aveva degli occhi molto espressivi, ma lo trovava assolutamente bello e giusto così, tanto da decorarlo anche con un piccolo pircing sul petto (una paillet cucita sul peluche “vivo” :wink: ) <3
È così che dalla bambina che ancora c’è in mia sorella ho imparato ad apprezzare le persone così come sono <3


#187

Ecco l’oggetto che ricordo più volentieri: l’Aquilone!

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Lo costruimmo in gruppo durante le lezioni di Applicazioni Tecniche. Questa foto ne è un esempio molto simile.

Negli anni ho provato a ricostruirlo molte altre volte anche coinvolgendo mia figlia. L’emozione del primo lancio è sempre ugualmente meravigliosa.

Oggi sono io stesso Docente di Applicazioni Tecniche (che oggi si chiama Tecnologia) e sono immensamente felice quando riesco ad immaginare nuove attività di laboratorio coinvolgenti per le mie classi.


#188

Difficile scegliere e far affiorare tutte le emozioni di allora
Credo che la palla ci sia sempre stata, dalla scuola materna alle medie, per giocare sotto casa da sola o in piazzetta con le amiche, per le sfide ai 10 fratelli, a palla avvelenata e palla prigioniera. Dentro casa sicuramente le costruzioni con il lego e il meccano, ma la cosa più emozionante erano i castelli con le carte da gioco.


#189

Ricordo molto bene che da piccola giocavo con le costruzioni LEGO con i miei fratelli, pomeriggi interi a costruire e ri-costruire per avere le forme più belle degli oggetti o scenari pensati. Ci divertivamo un mondo e gareggiavamo tra di noi…costruivamo piste, fortini e casette con rappresentazioni di vita reale…:grinning:Immagine


#190

da bambino mi divertivo con i lego ma la cosa che mi affascinava era smontare l’orologio a pendolo del nonno,ovviamente al’inizio mi rimaneva i pezzi in mano e il nonno lo riparava, poi finalmente un giorno lo ricomponi come si deve che soddisfazione, dal quel giorno smontai qualsiasi cosa con vari fallimenti e successi ,cosa che continuo a fare :smiley:


#191

@profsarro Fiorentino anche per me gli aquiloni sono una grande passione!

È il progetto 4P per eccellenza, per me.

Ho iniziato a costruirli da grande e a farne dei laboratori (come volontaria) ai bambini della primaria per un’associazione contro le dipendenze. Facciamo diverse lezioni sul volo, sui differenti modi di volare degli uccelli, dei semi, e delle cose in generale.

Costruiamo in classe un aquilone per uno, semplice, uno sled, colorandolo con le tempere (usiamo la pergamina). Poi andiamo sul monte San Vicino, la montagna più importante e misteriosa del nostro paesino, in una specie di altopiano, bellissimo, una vista meravigliosa sui Sibillini e sul monte Cucco. Non è sempre adatto per farli volare, ma è proprio questa la parte più bella.

La parte di testing non va mai bene la prima volta e, così, imparano che le cose belle non si ottengono subito e facilmente. Passano tutta la mattinata a capire come farlo volare al meglio, ad equilibrarlo, se sono necessarie le code, ecc in un banchetto tipo “ospedale da campo” . I bambini , poi, si devono aiutare per farli volare, devono stare attenti a non intrecciarsi, si aiutano per recuperarli. Poi a volte si rompono e di nuovo a cercare di farlo funzionare. È un’esperienza che rimane nel loro cuore, e quando tornano a casa continuano a lavorarci, a costruirne nuovi e a portarli a volare.


#192

L’oggetto che sicuramente ha significato moltissimo nella mia infanzia sono le matite colorate e i pennarelli, ricordo che per Natale non mancava mai la richiesta di una nuova scatola di colori…e ricordo la meraviglia sempre nuova nell’aprire quelle scatole con le matite nuove nuove disposte nella gradazione dei colori perfetta. Erano poi i miei compagni di lunghi pomeriggi passati ad inventare storie o semplicemente a colorare pagine. Da più grande poi questa passione non è passata, anzi, è tramandata a mia figlia nella quale rivedo quella mia stessa passione. Sicuramente i colori e il disegno hanno influenzato i miei studi, sono diventata architetto ed ora insegno tecnologia nelle scuole medie dove attraverso il disegno i ragazzi imparano ad esprimersi.


#194

Anche io adoravo (e adoro ancora adesso) le matite colorate, i pennarelli, i tratto pen… Mi ricordo che se qualcuno li usava e non li rimetteva nella gradazione perfetta di colori mi arrabbiavo moltissimo! Stavo ore a colorare solo per il gusto di vedere le diverse sfumature sul foglio bianco :slight_smile:


#195


sicuramente è questo l’oggetto della mia infanzia: il grillo parlante della Clementoni con cui, a soli 4 anni, avevo già imparato a scrivere le mie prime parole
“ACACIA, A-CI-A-CI-I-A, e ISOLA I-ESSE-O-ELLE-A”… lo ricordo ancora perfettamente.


#196

Da bambina giocavo spesso in strada. Erano tanti i giochi che si facevano: salto della corda, nascondino, palla prigioniera… si giocava con le biglie…un gioco che mi piaceva molto era il gioco della campana
https://it.wikipedia.org/wiki/Campana_(gioco)


#197

Ciao a tutti.
Ricorderò sempre con piacere una scena dell mia infanzia iin cui è presente un oggetto e che sicuramente riguarda l’apprendimento e la creatività. Avevo 7-8 anni e sulla spiaggia del litorale domizio mi divertivo a scrivere, col fuoco, il mio nome sulle mie ciabatte di gomma utilizzando una lente di ingrandimento.
Il momento più eccitante di quell’esperienza era l’attimo in cui l’ellissoide proiettato sulla superficie della ciabatta, attraverso il movimento della lente, si trasformava in un puntino di luce da cui, immediatamente, si levava il fumo.
Ciao :slightly_smiling_face:

lente d’ingrandimento


#198

che ricordi! era bellissimo giocarci in giardino tracciando percorsi e piste nella terra!


#199

Un gioco al quale mi piaceva molto giocare da piccola era “elastico”: così, un semplice oggetto come un elastico poteva diventare strumento di gioco, che permetteva di coinvolgere altri bambini ed usare concentrazione e capacità motorie per vincere o semplicemente giocare più a lungo possibile


#200

Sicuramente tra gli oggetti più rappresentativi c’erano le costruzioni, sia della Lego che altre con le quali realizzavo mezzi di trasporto, militari e/o astronavi anche ispirati alle serie televisive di fantascienza come spazio1999 e UFO. Ma a volte bastava un semplice foglio A4 per realizzare aeroplani di carta completi di coda alta, coda lunga, flaps, porta missili, ecc.


#201

Scrivo questo secondo post perchè dopo vari ripensamenti ho deciso di dare testimonianza al"filo elettrrico". Durante la terza media (parliamo del 1970) ho avuto un prof di “applicazioni tecniche”, come si chiamava allora, che era un tipo particolare: fumava in classe (!), e diceva parolacce agli studenti, ma ci faceva lavorare. Abbiamo passato tutto l’anno a fare e disfare su assi di legno impianti elettrici, usando cacciaviti, martelli, fili elettrici di recupero, lampadine e interruttori (roba in ceramica), scatole di fusibili (sempre in ceramica) che spesso saltavano per aria. Insomma una vera pacchia del “piccolo maker anni 70”. Se ho preso coscienza che potevo usare le mani con creatività lo devo al prof fumatore.


#202

Fin da bambino sono sempre stato affascinato da ingranaggi, ruote dentate, assi, pulegge e meccanismi vari. Costruivo “macchine” con i pochi pezzi di Lego technic che possedevo e che integravo con materiale di recupero: chiodi, assicelle, filo di ferro ecc. Ora mi diverto a fare le stesse cose a scuola e a simulare meccanismi usando Scratch.
Lego technic


#203

Da piccola amavo disegnare ma anche copiare immagini. Questa attività richiedeva una minuziosa osservazione dei dettagli, della proporzione di grandezze, della dinamicità di linee curve e di analisi del prodotto globale finale in termini estetici. Amavo collezionare scatole (ancora oggi non riesco a buttarle via!!!) e giocare nel giardino con tutto ciò che esso conteneva: alberi e foglie, terra, piccoli insetti, pietre e utilizzando contenitori vari e tanta acqua!!! In giardino, con mia sorella, costruivo tende in cui" traslocare" cuscini, fumetti, mangiadischi e merende per trascorrere pomeriggi primaverili spensierati!!!


#204

già applicazioni tecniche; anche io a metà dei '70 ero alle medie; avevamo un giardino dove abbiamo fatto l’orto. Poi un plastico della classe con il compensato, giorni per fare tutti i banchi e le sedie…
Anche un piccolo laboratorio di fotografia dove apprendemmo i rudimenti dello sviluppo su carta in B/N.
All’epoca si fumava al cinema, sugli autobus e alcuni anche in classe o comunque sul corridodio. Si giocava in strada tutto il giorno (io a Roma); costruivamo con tavole di legno e cuscinetti a sfera recuperati chissà dove smontando cose, quelli che poi sarebbero stati gli skateboard. Facevamo esplodere bombolette di lacca, e poi si facevano altre cose che è meglio non dire :wink: